Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Il modello post-reichiano (Luisa Barbato)

14 giugno 2007

Dott.ssa Luisa Barbato: psicoterapeuta, analista della S.I.A.R

 

1. Il pensiero di Reich: dalla concezione sesso-economica alla scoperta del carattere

Quando Reich iniziò le sue ricerche si era nei primi decenni della psicoanalisi, la scoperta dell’apparato psichico e del suo funzionamento stava rivoluzionando la scienza e la cultura occidentali, l’ambizione di Freud era quella di trovare il corrispettivo fisico, in termini di funzionamento dell’organismo, dei meccanismi psichici che man mano individuava.

In questo solco si mosse Reich che sviluppò dapprima un nuovo approccio alla teoria psicoanalitica tramite l’analisi del carattere, fondamentale precursore dei successivi studi sulla personalità, e successivamente approfondì lo studio della corrispondenza nel corpo delle tensioni psichiche.

Forse il termine corrispondenza non è esatto perché Reich scoprì l’identità funzionale fra il carattere di una persona e il suo atteggiamento corporeo, come dire che non sarebbe possibile per un individuo strutturare una determinata risposta alla vita in termini emotivi, cognitivi e comportamentali senza strutturare un determinato assetto corporeo che Reich definì armatura muscolare o caratteriale. E qui si precisano alcune differenze con altre branche della medicina, come la psicosomatica, che pure attribuiscono una grande importanza alla psiche nel determinare le patologie fisiche o il concetto d salute. Tuttavia, per l’impostazione reichiana non esistono due versanti separati, se pur interagenti (grossolanamente il corpo e la mente), ma un’unica modalità di funzionamento dell’individuo, più avanti diremo di circolazione energetica, che determina l’assetto, la struttura, le disfunzioni, le patologie, le possibilità di cura della fisiologia e della psiche. Le più immediate conseguenze di questo assunto sono che:

  • le malattie della psiche, le nevrosi o le psicosi, hanno una precisa espressione corporea che permette il protrarsi della patologia;
  • se si interviene sull’apparato corporeo si agisce anche sull’equilibrio psichico della persona;
  • l’intervento sul corpo che non tiene conto del versante psichico rischia di non essere efficace o di creare altri versanti disfunzionali viceversa l’intervento sulla psiche risulta essere molte volte più incisivo se si considerano i blocchi corporei che il disagio psichico ha strutturato.

Tuttavia, prima di arrivare a conclusioni semplicistiche in un campo così complesso, si possono riepilogare alcuni punti determinanti delle scoperte di Reich. Con il termine “corazza” o “armatura” egli intendeva il complesso delle tensioni muscolari croniche del corpo, che il più delle volte sono inconsapevoli, ossia vengono protratte dal paziente senza che ne sia cosciente. Ma perché le persone strutturano posizioni, assetti dello sguardo, della mandibola, della spina dorsale, del torace o del bacino che creano patologie senza esserne consapevoli?

La risposta di Reich fu che così l’individuo si protegge da esperienze emotivamente dolorose avute in periodi precedenti, soprattutto durante l’infanzia, creando una schermo, una corazza appunto che non solo non fa passare input troppo forti dall’esterno, ma blocca anche le proprie reazioni emotive reputate a seconda dei casi eccessive, inadeguate o troppo distruttive.

La corazza muscolare serve quindi a mantenere un equilibrio poiché le tensioni muscolari croniche assicurano la rimozione dell’emotività dolorosa, ma per fare questo occorre che i blocchi dell’armatura fisica vincolino l’energia dell’individuo che non viene completamente scaricata. Si introduce così il concetto di energia che Reich ipotizzò come elemento chiave per spiegare la strutturazione del corpo creata dalla nevrosi.

Ma che cosa è questa energia e a quali principi sottostà? Ovviamente l’ipotesi di una circolazione di energia vitale negli organismi viventi non è nuova e non è stata introdotta dalla nostra cultura, basti pensare alle antiche culture tradizionali orientali che sullo studio dell’energia vitale hanno fondato la loro medicina e la loro filosofia di vita. Le principali teorie orientali definiscono l’energia come Prana, Chi ecc. e la identificano come uno dei principi fondamentali dell’universo. Partendo da tale principio, tutte le manifestazioni energetiche diventano sottoprodotti di questo universale Prana che tutto pervade e che si lega alla filosofia e alla spiritualità dei popoli.

La scienza moderna occidentale ritiene che i processi energetici del corpo siano di natura elettrica, anche se sul piano dell’energia umana è difficile misurare i livelli energetici poiché questi sono molto più sottili di quelli presenti nei test di laboratorio. Si può però rilevare che, così come esistono energie di ogni ordine sul piano fisico, anche sul piano umano esistono una miriade di modalità energetiche, ad es. in campo psicologico la formazione di pensieri e idee comporta la liberazione di energia, così come in ogni emozione o sentimento.

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Un Commento a “Il modello post-reichiano (Luisa Barbato)”

  1. Jessica-online

    La ringrazio per Blog intiresny

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