Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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La psicoterapia reichiana (Nicola Glielmi)

26 luglio 2007

Parliamo di Psicoterapie corporee. o lavoro sul corpo, “body Work”, per indicare una terapia che parte dall’assunto fondamentale dell’unità Mente/Corpo. Pioniere di tale approcio è stato W. Reich.

La metodologia sviluppata da Reich é stata da lui denominata con espressioni diverse che corrispondono a diverse fasi della sua ricerca, e precisamente:

  1. Analisi del carattere
  2. Vegetoterapia
  3. Orgonoterapia

I post-rechiani invece hanno usato principalmente le seguenti definizioni:

  1. Lowen: Analisi bioenergetica
  2. Pierrakos: Corenergetica
  3. Boadella: Biosintesi

E’ post reichiana anche la terapia organismica di Malcolm Brown, che ha ripreso la teoria organismica di Kurt Goldstein elaborandola in chiave reichiana. Possiamo citare anche la psicoperistalsi di G.Boyesen, che ha sviluppato una particolare attenzione per i movimenti intestinali.

Bisogna poi dare atto a Ida Rolf di avere sviluppato una tecnica psicocorporea-il Rolfing-indipendentemente da Reich.

Dal Rolfing, da Reich, e da certe tradizioni orientali ha preso le mosse poi Jak Painter per elaborare la Reintegrazione Posturale, basata soprattutto su un massaggio profondo.
Un altro metodo psicocorporeo è il Rebirthing, elaborato dall’americano Leonard Orr, che sembra peraltro recuperare antichissime tecniche orientali.

Mi definisco di solito un reichiano, pur essendo aperto ai contributi più diversi che provengono non solo dai post-reichiani, ma anche da altre scuole.

Mi sembra infatti che un certo sviluppo culturale, attualmente ristretto ancora ad una minoranza, ma secondo me destinato ad affermarsi ed espandersi sempre di più, ha confermato le intuizioni di Reich, e in ogni caso non è in contrasto con quelle intuizioni.
Questo sviluppo culturale è caratterizzato da due fattori:

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Il sempre maggior affermarsi di quello che possiamo chiamare un nuovo paradigma scientifico:
nell’ambito delle varie scienze il meccanicismo viene sostituito da una nuova concezione che possiamo chiamare Olistica, Sistemica, Ecologica.

Il paradigma meccanicista, che ha caratterizzato la scienza occidentale da Galileo in poi si basa sui seguenti presupposti:
La natura, animata e inanimata, obbedisce a leggi meccaniche, riducibili in formule matematiche.
Tutto é soggetto ad un rigido determinismo, quindi tutto é prevedibile, se conosciamo fino in fondo le leggi naturali.

Il meccanicismo tende a analizzare pezzo per pezzo le varie componenti di un fenomeno, come se il fenomeno nel suo complesso fosse solo la somma delle varie parti.
Reich già negli anni 40 sosteneva invece che “i processi naturali si distinguono per la mancanza di ogni genere di perfezionismo pur mantenendo piena la regolarità delle loro funzioni”-”In una foresta vi é certamente un principio di crescita omogenea, ma non vi sono né due alberi né due foglie fotograficamente identici. L’ambito della variazione é infinitamente più ampio del campo dell’uniformità.-I processi naturali sono incerti.-Non si può citare la certezza del funzionamento del nostro sistema solare a dimostrazione della falsità di questa affermazione.

Certo, da millenni le orbite dei pianeti non sono cambiate, ma i mille e i milioni di anni non hanno la minima importanza nell’insieme degli accadimenti naturali. L’origine del sistema solare é incerta quanto il suo futuro. Anche il sistema planetario, questo meccanismo “perfetto” degli astrofisici, é imperfetto nelle
“illegittime” oscillazioni nelle macchie solari, dei terremoti, e così via.”

Come riconosce F. Kapra in un libro che già alcuni anni fa faceva il punto della situazione attuale all’interno delle varie scienze, [2]Reich é stato un antesignano del nuovo paradigma olistico e sistemico che si sta affermando non solo nella fisica, ma anche nelle altre scienze.

I caposaldi di questa nuova impostazione sono sostanzialmente i seguenti: l’intero é qualcosa di più della semplice somma delle parti; -c’é una maggiore attenzione ai rapporti tra le varie parti, che non alle singole componenti; -é caduta anche la fiducia nella possibilità di una rappresentazione oggettiva della realtà, in quanto é chiaro che l’osservatore interagisce con l’oggetto osservato. A questo proposito é interessante osservare che secondo Reich la scissione
tra corpo e mente che caratterizza l’uomo civilizzato é all’origine di una rappresentazione dualistica della realtà.

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