Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Il modello psicosomatico olistico (Nitamo Montecucco)

26 aprile 2006

Olos in greco significa l’intero , il tutto. Il modello psicosomatico olistico utilizzato dalla nostra scuola considera l’essere umano come una unità di coscienza complessa, ossia come un sistema cognitivo unitario che si manifesta in molteplici dimensioni: somatiche, sensoriali, emozionali, mentali e di coscienza. Tale modello permette di integrare perfettamente la clinica psicologica, con i modelli psicosomatici e psiconeuroendocrini.

Il paradigma olistico

L’olismo è un modo unitario e organico di vedere la realtà, l’essere umano e l’esistenza. L’emergere di una visione olistica rappresenta, di fatto, una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica, poiché nella civiltà occidentale predomina da secoli una visione dicotomica e frammentata che tende a separare la mente dal corpo, dalle emozioni e dalla coscienza profonda.

Nella clinica psichica questa visione unitaria si collega all ‘identità funzionale fra il carattere di una persona e il suo atteggiamento corporeo individuati per primo da W. Reich, come dire che non sarebbe possibile per un individuo strutturare una determinata risposta alla vita in termini emotivi, cognitivi e comportamentali senza strutturare un determinato assetto corporeo che Reich definì armatura muscolare o caratteriale. Per l’impostazione reichiana non esistono due versanti separati, se pur interagenti (grossolanamente il corpo e la mente), ma un’unica modalità di funzionamento dell’individuo, più avanti diremo di circolazione energetica, che determina l’assetto, la struttura, le disfunzioni, le patologie, le possibilità di cura della fisiologia e della psiche. Le più immediate conseguenze di questo assunto sono che:

  • le malattie della psiche, le nevrosi o le psicosi, hanno una precisa espressione corporea che permette il protrarsi della patologia;
  • se si interviene sull’apparato corporeo si agisce anche sull’equilibrio psichico della persona;
  • l’intervento sul corpo che non tiene conto del versante psichico rischia di non essere efficace o di creare altri versanti disfunzionali, viceversa l’intervento sulla psiche risulta essere molte volte più incisivo se si considerano i blocchi corporei che il disagio psichico ha strutturato.

In termini più globali, con la visione olistica prendiamo atto che, come il nostro pianeta è un unico ecosistema formato da parti interdipendenti, così l’essere umano è un sistema unitario in cui il corpo è inscindibilmente legato ai sentimenti e alla psiche, e gli stati di coscienza si riflettono sulla dimensione somatica ed emozionale.

Dalla dicotomia corpo-mente alla psicologia olistica

L’olismo costituisce quindi la naturale evoluzione della dicotomia materialismo-spiritualismo. La vecchia dicotomia, che ha diviso la scienza dalla religione, il corpo dall’anima, è come una forma rigida di percezione, come se l’emisfero razionale-maschile vedesse il mondo con la sola ragione e, in opposizione l’emisfero irrazionale-femminile ne percepisse solo il lato intuitivo. L’olismo rappresenta la sintesi cognitiva che riunisce le due attività emisferiche parziali in una percezione globale e unitaria. P artendo dalla concezione sistemica di Von Bertalannfy dell’essere umano e dell’esistenza, si aggiunge anche la dimensione interiore-profonda della coscienza come elemento unificante.

La visione olistica è quindi una visione “globale” che riunisce le percezioni “emi-sferiche” frammentate; questa affermazione filosofica è diventata una certezza scientifica dimostrata sperimentalmente in una vasta serie di ricerche sulla neurofisiologia degli stati di coscienza, il risveglio della coscienza centrale di sé sincronizza e dà coerenza alle attività elettroencefalografiche frammentate del cervello.

Il modello olistico che utilizziamo, con ottimi risultati da più di quindici anni, si basa sostanzialmente sulle neuroscienze, la psiconeuroendocrinoimmunologia, l’evoluzione embriologica, gli studi sugli stati di coscienza, utilizzando ampiamente la psicologia del profondo, le scienze della comunicazione e dell’educazione.

Si possono di seguito analizzare le differenti componenti del nostro modello olistico.

1 - Le ricerche sperimentali: dalle neuroscienze alla psicosomatica

Le ricerche sperimentali sulla coerenza e la sincronizzazione cerebrale.

Il nostro istituto, dalla fine degli anni ottanta, ha sviluppato un elettroencefalografo computerizzato (EEG) capace di fornire una mappa globale delle funzioni cerebrali, con grafici a colori di tutte le bande EEG simultaneamente e capace di fare l’analisi di Fourier a 64 bande d’onda eeg, e con l’analisi della coerenza di Pearson tra le onde degli emisferi cerebrali. Con questo avanzato strumento scientifico capace di elevati standard di analisi ed elaborazione dei tracciati elettroencefalografici, il nostro istituto ha svolto numerose ricerche sperimentali in neuropsicologia, studiando la coerenza elettroencefalografica, e la sincronizzazione delle aree cerebrali, sia negli stati patologici classici come la depressione, lo stress, gli stati di ansia, le crisi di panico, le tensioni muscolari croniche, sia studiando parallelamente gli stati di coscienza più sani, integri ed evoluti come gli stati di creatività di meditazione, di integrità psicofisica. Grazie ad un successivo modello a 12 elettrodi, abbiamo potuto fare ricerche anche sulla psicologia della coppia e di gruppo, studiando la coerenza cerebrale e sincronizzazione tra i cervelli di due persone (coppie, terapeuta - paziente, madre - figlio) e di 12 persone contemporaneamente.

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