Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Psicoterapia e ricerca spirituale (Luciano Marchino)

26 giugno 2006

In un precedente articolo apparso sulla rivista Cyber (oggi in La Bioenergetica, Xenia, 1995), ho presentato la mia esperienza personale con un mantra di origine precristiana.  Il taglio della rivista e gli scopi del mio intervento mi permisero di sviluppare in quella sede solo una parte delle considerazioni pertinenti e non le più pregnanti dal punto di vista di un ricercatore bioenergetico. La mia principale preoccupazione fu, al tempo, di mettere in guardia il lettore rispetto a un uso sconsiderato e “blasfemo” dei mantra. Questo non in omaggio a qualche forma di integralismo religioso, ma in semplice considerazione della sua potenza intrinseca.

Fui introdotto alla pratica del mantra dal prof. Jules Grossman, docente di psicologia presso la San Francisco State University, nel corso di un programma di for­mazione in terapia bioenergetica, sul finire degli anni Settanta.

Il prof. Grossman non propose mai, né esplicitamente né implicitamente, i parallelismi tra la psicologia somatica e il rituale di evoluzione spirituale, che sono oggetto di questo mio intervento.  Di tali osservazioni mi assumo quindi tutta la responsabilità, proponendole non certo come verità rivelate, ma come il frutto della mia pluriennale dimestichezza tanto con l’uso del mantra quanto con la pratica quo­tidiana dell’analisi e dell’autoregolazione bioenergetica.

La gerarchia delle funzioni della personalità

Nel suo recente libro Arrendersi al corpo, Alexander Lowen propone una gerarchia delle funzioni della personalità alla quale è necessario fare riferimento per comprendere la visione bioenergetica: leggiamo dunque la figura 1 procedendo dal basso verso l’alto.

 Figura 1: La Gerarchia delle funzioni della personalità

Figura 1: La Gerarchia delle funzioni della personalità

Dal punto di vista di Lowen, oggi pienamente supportato dalle scienze fisiche, biologiche e dell’informazione, la base di ogni realtà, e in particolare di ogni entità “vivente”, è nei suoi processi energetici. Questi organizzano e attivano ogni potenzialità di movimento, tanto volontario che involontario. È attraverso il movimento che noi esseri umani impariamo a conoscerci, creando differenze e sequenze di movimenti sempre meglio organizzati e finalizzati e osservandone gli effetti. In tal modo, cioè attraverso l’interazione tra l’ambiente interno e l’ambiente cir­costante, si rende possibile l’altalenante sequenza di “stati di coscienza” che chiamiamo sen­timenti ed emozioni. Questi forniscono, a loro volta, la scintilla e la motivazione per l’articolarsi di processi mentali sempre più serrati e, almeno nella nostra cultura, totalizzanti, che culminano nell’esperienza illusoria di un Io stabile e dominante.
Trans-scandere

Un mantra non è altro che un suono ripetuto e ciò non implica necessariamente che tale suono sia portatore di particolare significato, palese o occulto.

L’esecuzione dei mantra prevede spesso una ritualità che può essere più o meno complessa. il mantra Ruah-Elohim ci è stato tramandato in un linguaggio, l’aramaico, che, come il sanscrito, sembra essere dotato della non comune caratteristica di essere un sistema psicoenergetico, vale a dire un linguaggio che evoca diretta­mente le qualità psicoenergetiche dell’entità nominata. Ruah-Elohim significa Spirito del Dio Trino.

Nelle culture cristiane, e prima ancora in quella ebraica, è ben solida la raccomandazione: non nominare il nome di Dio invano. Tale raccomandazione ha assunto nella comprensione popolare il significato di non nominare il nome di Dio seguito o preceduto da attributi privi di rispetto. D’altra parte, se prendiamo sul serio l’affermazione che l’ebraico antico (aramaico) è una lingua psicoenergetica, dobbiamo rivedere questo semplicistico orientamento e considerare adeguatamente l’idea che il mantra Rauh-Elohim sia in grado di evocare in modo diretto l’essenza di una qua­lità creativa, onnipresente, onniscente e onnipotente: un’energia creativa allo stato primordiale.

Una qualità energetica di questo tipo è presente in molte religioni: nel Taoismo, che prevede tanto un flusso cosmico autoattualizzante (Tao cosmico) che un processo individuale (Tao personale), nel Buddhismo e in tutte le cosmologie orientali, in cui è dominante la nozione d i Ki, una qualità energetica rigenerante e creatrice, che è alla base della vita. L’energia vitale, qualunque sia il nome che le attribuiamo, possiede la caratteristica di indurre il movimento della materia altrimenti inerte. Trans-scandere, trascendere, significa appunto entrare in movimento.

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