Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Psicologia somatica e buddismo (Luciano Marchino)

26 Maggio 2006

Le vie della psicoterapia

In sintesi, le fasi evolutive individuate da Freud, seguendo lo sviluppo libidico dell’essere umano, sono state approfondite ed estese considerando anche la vita pre-natale. Si hanno così:

  • la fase autogena che trova i suoi confini nella fecondazione e nell’annidamento;
  • la fase trofombelicare che si colloca tra l’annidamento e la nascita;
  • la fase oro-labiale che si colloca tra il parto e lo svezzamento;
  • la fase muscolare che dallo svezzamento arriva fino alla prima erotizzazione genitale;
  • la prima fase genito-oculare: dal periodo edipico sino alla pubertà;
  • la seconda fase genito-oculare che inizia con la pubertà.

I livelli energetici corporei sono:

  • primo livello: gli occhi, le orecchie e il naso;
  • secondo livello: la bocca;
  • terzo livello: il collo;
  • quarto livello: il torace;
  • quinto livello: il diaframma;
  • sesto livello: l’addome;
  • settimo livello: il bacino.

I livelli sono sette nuclei energetici primari attorno ai quali si dispongono altrettanti campi elettromagnetici che trovano la loro unità funzionale lungo la colonna vertebrale, in una struttura a spirale lungo la quale circola l’energia. Questa struttura costituisce un campo con energia differente da quella dei singoli campi che lo compongono e risponde alla legge universale di contrazione ed espansione, come tutte le energie e le materie esistenti nell’universo. Questo campo ha un suo nucleo energetico attorno al quale si contrarrà in relazione ai propri blocchi o si espanderà verso l’esterno.

Il tono funzionale ottimale di ciascun livello è quello in cui la situazione neurovegetativa, neuroendocrina e muscolare sono in equilibrio. Purtroppo molto spesso non è così e nel sistema reichiano si parla di blocchi energetici che si sedimentano a livello muscolare poiché la memoria emotiva è legata all’apparato muscolare. Si può allora affermare che a ogni livello corrispondono:

  • i luoghi dei blocchi energetici
  • le fasi dello sviluppo dell’individuo
  • la localizzazione dei sintomi e quindi delle patologie.

Il principio terapeutico consiste nel ripristinare il funzionamento naturale eliminando la contrazione cronica che interferisce con il libero scorrere dell’energia.

In particolare, il linguaggio del corpo è forse il messaggio più significativo al quale si fa riferimento in analisi reichiana, ma è chiaro che esso si accompagna a tutti gli altri dati del “come” espressivo del paziente nel setting: dai sogni ai lapsus, dai simboli alle metafore della vita fantomatica, alle fantasie liberatorie ecc.

L’irrigidimento fisico rappresenta il processo di rimozione e il suo scioglimento, non solo libera energia vegetativa, ma riproduce nella memoria la situazione che si era verificata a livello pulsionale. Si attiva il ricordo depositato in quel livello corporeo secondo l’assunto che la nevrosi non è solo un disturbo della psiche, ma anche dell’equilibrio neuro-vegetatuvo e di tutti gli apparati del Sé. Dall’atteggiamento corporeo si entra direttamente nel campo affettivo-pulsionale, mentre le numerose tecniche che pure lavorano sul corpo, come quelle di rilassamento, suggestive, immaginative si servono dell’Io. Secondo la nostra visione un’esperienza psichica non è determinata solo dal suo contenuto, ma soprattutto dalla sua carica energetica sottostante. Gli sviluppi più recenti

Si può ora passare alle concezioni più recenti che segnano gli ultimi sviluppi dell’indagine reichiana. Nel modello post-reichiano sono state combinate le fasi evolutive e i livelli corporei, introducendo così la dimensione verticale del tempo nella stratificazione orizzontale del versante corporeo. Oggi, si preferisce parlare di tratti caratteriali che, interagendo tra di loro, formano un sistema caratteriale aperto e in continua definizione.

Seguendo l’interrelazione tempo-psiche-corpo, il tratto caratteriale viene correlato alla fase evolutiva della storia individuale. In questo modo, il tempo interagisce nella forma, il contenente nel contenuto, dove la forma è il corpo sul quale il tempo incide i segni psico-affettivi. La correlazione tra fase evolutiva e livello corporeo può essere così sintetizzata:

  • le prime tre fasi intrauterine: dell’energia autogena, trofombelicale 1 e trofombelicale 2 si raccordano con il sesto livello reichiano, ossia l’addome, ed esprimono una prevalenza funzionale del cervello rettiliano, o R-Complex, e limbico, secondo la suddivisione dei tre cervelli individuata da Mac Lean;
  • la fase oro-labiale si raccorda con il secondo livello, la bocca, secondo una prevalenza funzionale del cervello limbico;
  • la fase muscolare si raccorda con il terzo e il quarto livello, il collo e il torace, con una prevalenza funzionale del cervello limbico;
  • la prima e la seconda fase genito-oculare si collegano con il primo, quinto e settimo livello, ossia gli occhi, il diaframma e il bacino, con una prevalenza funzionale dei cervelli limbico e del neopallium.

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