Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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La respirazione e i suoi blocchi (Nitamo Montecucco)

14 marzo 2007

L’aria e il respiro sono sempre stati legati alla vita e alla mente. Ogni essere vive perché continua a scambiare energia e informazioni con l’esterno. Ogni essere vivente deve quindi produrre continuamente sostanze solide (cibo), liquide (bevande) e gassose (aria). E’ possibile restare molti giorni senza cibo, anche settimane, ma solamente qualche giorno senza liquidi. e appena pochi minuti senza aria.
L’energia vitale dell’aria

Per questo motivo in tutte le tradizioni mediche dell’antichità il termine ‘aria’ conteneva in sé anche il significato biologico e psichico di ‘energia vitale’. Così la medicina spirituale indiana identifica l’elemento vitale presente nell’aria chiamandolo “prana”, nel Tibet prende invece il nome di “rlung”, “Qi” in Cina, “pneuma” nell’antica Grecia. La stessa mitologia religiosa della tradizione ebraica riconosce l’importanza del “soffio vitale” con cui Dio anima gli esseri umani infondendogli 1a vita e la coscienza. L’elemento “aria” come sinonimo di vitalità e di psiche, lo ritroviamo anche nella simbologia astrologica e in quella archetipica.

La respirazione infatti è la più vitale delle funzioni fisiologiche e anche l’unica ad essere sia volontaria (cosciente) che automatica (inconscia). Noi non possiamo modificare il battito cardiaco, o controllare l’attività dello stomaco o dei reni ma, se desideriamo, possiamo modificare volontariamente la respirazione sia in ampiezza che in frequenza; possiamo fermare il respiro o accelerarlo.
I comuni blocchi della respirazione

Il respiro è profondamente influenzato dalle emozioni e dalla nostra psiche. Se osserviamo la qualità del respiro di una persona possiamo immediatamente riconoscere quale emozione sta vivendo. Sarebbe estremamente importante che genitori, insegnanti e medici fossero in grado di riconoscere queste modificazioni in modo di correggere le eventuali alterazioni della respirazione naturale e prevenire sul nascere moltissime delle patologie del sistema respiratorio.

Facciamo alcuni esempi molto generali. Ogni volta che un bambino ha paura modifica la sua respirazione con una caratteristica contrazione della muscolatura respiratoria delle spalle e della parte superiore del torace. L’inibizione della libera espressione della voce e delle proprie emozioni e opinioni provoca contrazioni dei muscoli del collo e della gola, mentre la repressione delle sue funzioni fisiche più semplici e vitali come il correre, il muoversi, il giocare nella natura (tipica dei bambini di città) provoca un indebolimento della respirazione addominale.
Reprimere la sessualità bloccando il respiro

Reich e tutta la moderna ricerca psicosomatica hanno documentato come la repressione della libera e naturale sessualità (che già si manifesta nei bambini di 3 - 4 anni e ha il suo massimo dai 14 ai 19 anni), porti a profondi blocchi respiratori e muscolari in tutto il corpo. Questi blocchi spesso si manifestano con irrigidimento del diaframma, dei muscoli della zona lombare e renale e dei muscoli del basso ventre e dell’inguine. Quando la respirazione in una zona del corpo è bloccata, vengono anche bloccate le sensazioni che da quella zona arrivano al cervello; il risultato sarà di avere una parte del corpo che non pulsa più, ma rimane contratta e senza sensazioni: una vera zona morta. Molto spesso, i blocchi emotivi, causati dai condizionamenti sociali e religiosi, provocano un tale arresto della normale circolazione sanguigna e linfatica e della trasmissione nervosa da rappresentare una vera condizione predisponente per l’instaurarsi di forme patologiche più gravi come, ad esempio, dismenorree, vaginiti, tumori di origine infiammatoria o degenerativa, emorroidi, coliti o problemi venosi agli arti inferiori.
Pene d’amore e blocchi di petto

La mancanza di affetto si manifesta invece con un caratteristico blocco della respirazione nella parte alta del torace e tensione sternale, nelle donne spesso con un forte dolore di fondo al seno; Il torace è interessato sia anteriormente che posteriormente, la repressione dell’ira blocca più sovente la parte destra del diaframma e dei muscoli laterali del torace e della spalla, con un caratteristico blocco dei muscoli della masticazione.

Ogni naturale funzione vitale ed emozionale che viene inibita porta ad un blocco muscolare e respiratorio. Gli esempi potrebbero continuare e, certamente, essere espressi in termini medici e psicologici più specifici, esistono infatti blocchi caratteristici delle differenti emozioni, ma, essendo questo solo un primo tentativo di comunicare l’esistenza di tensioni psicosomatiche estremamente comuni sia nei bambini che negli adulti, riteniamo sia meglio restare sulle generali.

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2 Commenti a “La respirazione e i suoi blocchi (Nitamo Montecucco)”

  1. clarissa

    ora capisco tutte le mie difficoltà a suonare il corno francese.
    mi sono sempre chiesta perchè alcune cose non mi riuscivano ed ecco che appaiono tutte nell’articolo:”gola chiusa, spalle rigide, difficoltà a respirare profondamente, dolore nella zona epigastrica”.
    non ero un incapace, avevo bisogno di aiuto!

  2. Giuseppe

    Insegno nuoto, e ovviamente avevo già intuito la fondamentale importanza che gli aspetti psicologici hanno sulla respirazione, leggendo questo articolo ho avuto una conferma scientifica di alcune mie intuizioni, grazie

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