Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Introduzione alla scienza della coscienza (Nitamo Montecucco ed Enrico Cheli)

1 luglio 2006

Coscienza, il cuore dell’essere

Cos’è la coscienza? L’essere coscienti? Cosa costituisce il cuore pulsante di ogni essere vivente? Cos’è realmente il o self o identità, e dov’è la sua sede nel corpo? Cos’è la soggettività che si esprime in ogni uomo e in ogni animale? Esiste un centro di coscienza dentro di me e dentro di voi? Cosa significa realmente cogito ergo sum: ho coscienza quindi esisto? Qual è la natura dell’osservatore che, in me, percepisce l’esistenza come informazioni e significati? Chi sono “io”? Che cos’è ciò che chiamo “io”? Dov’è? Qual è la “sostanza” del pensiero? Come possiamo quantificarla?

Invitiamo chi sta leggendo a fermarsi e rispondere a queste domande, cercando in sé stesso la prima risposta! Il problema della coscienza è il punto fondamentale di ogni ricerca umana e filosofica!

Questa enciclopedia vuole aprire una nuova dimensione alla conoscenza scientifica che comporti la comprensione della coscienza. Creando una base globale per esploratori e ricercatori in viaggio al centro dell’essere. La coscienza è l’ultima terra incognita rimasta da scoprire sul nostro pianeta e, probabilmente, è anche la terra promessa che ci attende.

Il decennio della coscienza

Tutta la nuova scienza emergente si sta muovendo per una nuova comprensione della coscienza. Gli anni Novanta sono stati dichiarati dalla comunità scientifica internazionale il “Decennio del Cervello“; nel 1995 gli editori del “The Journal of Consciousness Studies” puntualizzavano che dovrebbe anche essere il “Decennio della Mente”. E’ mio parere che probabilmente questo sarà ricordato nella storia della scienza come il “Decennio della Coscienza“, l’inizio della fase di riavvicinamento e di apertura verso la dimensione “implicata” dell’esistenza. La “science of consciousness” community, come la definisce Melanie Mitchell su “New Scientist” (8 Nov.1997) è ormai una realtà consistente e ineludibile.

Il Nobel per la fisica Eugene Wigner, in un simposio tenuto alcuni anni fa a New York, ha dichiarato che la coscienza è la realtà primaria. La scienza si è divisa troppo, ci sono 86 giornali solo nel campo della fisica pura… La teoria dei quanti ha fatto miracoli, spiegando le proprietà dei fenomeni microscopici. Ma… è limitata. Non spiega la vita o la coscienza. In futuro la fisica spiegherà non solo i fenomeni osservati ma anche il processo dell’osservare. Siamo proprio all’inizio della comprensione della coscienza.

Un’affermazione di questa forza, espressa da un Nobel per la fisica, evidenzia una rivoluzione in atto. La materia fisica studiata e la coscienza dello scienziato che la studia hanno chiuso il cerchio e si sono ricongiunte. Dopo aver negato per secoli la possibilità che esista una coscienza, ora la scienza riconsidera le sue posizioni, e inizia a penetrare i misteri della psiche umana attraverso lo studio del cervello; questa è la grande sfida della ricerca contemporanea.

Negli ultimi anni si è assistito ad un rapidissimo incremento di interesse della scienza ufficiale per l’elusivo fenomeno della coscienza. Il premio Nobel Francis Crick, scopritore del DNA e conosciuto internazionalmente per il suo rigore empirico, ha dichiarato che la coscienza è legittimo campo di ricerca scientifica. Il Nobel Edelmann sostiene di aver compreso alcuni dei processi fondamentali del fenomeno consapevolezza in termini neurofisiologici. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i meetings scientifici sul tema della coscienza; il primo grande congresso tenutosi nel 1994 a Tucson, presso l’Health Sciences Center dell’Università dell’Arizona, sul tema “Verso una base scientifica della coscienza” ha visto circa trecento scienziati e studiosi di tutto il mondo confrontarsi con ipotesi e dati, accomunati in gran parte dalla convinzione che presto la scienza saprà comprendere la coscienza e la materia fisica in una visione più globale e unitaria; nello stesso congresso del 1996 si sono radunati più di ottocento scienziati e filosofi. Nel Novembre del 1994 si è tenuto a Miami il primo simposio sulla coscienza organizzato dalla Society for Neurosciences, mentre in Inghilterra è uscito il primo numero della rivista scientifica “The Journal of Consciousness Studies” a cui collaborano fisici, neurofisiologi e filosofi.

È un fatto che scienza e coscienza siano profondamente legate. Il metodo sperimentale scientifico nasce dalla pura osservazione, per cui l’osservatore, il soggetto conoscitore, ne costituisce il momento centrale. Le basi filosofiche del metodo sperimentale nascono dal pensiero cartesiano basato sul Cogito ergo sum, sono cosciente quindi esisto, ossia “Io esisto in quanto sono una coscienza”. La coscienza è il testimone interiore, il conoscitore delle informazioni che giungono a noi dal mondo esterno e dal quel nostro stesso mondo interiore che chiamiamo corpo; essa è il punto essenziale: senza di essa non ci sarebbe soggetto e, quindi, non esisteremmo.

Siamo la coscienza di noi stessi e del mondo. Ogni attività mentale, ogni sensazione, ogni sentimento, ogni intuizione e memoria non potrebbero esistere senza un centro di coscienza, senza un “Io” che ne percepisca il significato, che ne comprenda il senso. Tuttavia, la “scienza della coscienza”, sebbene in rapidissima crescita, è, all’interno dell’edificio della scienza ufficiale, ancora una parte irrilevante e fortemente ostacolata.

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