Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Il vuoto tra natura e cultura – spigolature e riflessioni

26 Marzo 2007

Da Democrito ad Aristotele a Cartesio, dall’accademia del Cimento, Galilei e Torricelli (vedi: Istituto e Museo della storia e della Scienza, Firenze, Italia) www. imss.fi.it), da Newton fino ad Einstein a Schròdingher a D. Bohm fino ad oggi, ricordando con affetto la fisica orgonica di W. Reich, il problema della struttura della realtà e della composizione del mondo, della presenza e del senso del suo “libero viandante”, l’essere umano, ha affascinato pensatori e creato modelli in cui l’ horror vacui , la paura del vuoto, ha rappresentato una costante, anche quando non manifesta, tipica del pensiero occidentale.

In apparente contrapposizione, dal pensiero orientale, ci arrivano costruzioni del mondo, filosofie e dottrine che invitano l’essere umano ad incontrare il vuoto, proprio nell’intento di sperimentare una “fusione cosmica” e quindi un pieno, che non è soltanto estatica, ma tale da permettere un raffinato dialogo con parti inesplorate dell’essere.

Oggi si assiste, con i nuovi modelli di costruzione dell’universo ad una convergenza di pensiero con le antiche cosmologie, poichè l’attenzione è focalizzata su un cosmo intelligente ed in evoluzione, la cui essenza sembra formata di pura coscienza e di memoria; mi riferisco alle teorie delle Superstringhe come Teorie del Tutto (Everythigs Theory), alle ipotesi dell’Entanglement (A.D. Aczel) (Fabio Marchesi in “Scienza e Coscienza” n°13, Macro Ed.) e soprattutto alle ipotesi del fisico quantistico David Bohm.

Di più: l’ipotesi del multiverso ad undici dimensioni dell M.brane Theory in cui gli universi nascono, si scindono in bolle, collassano e muoiono per riformarsi ancora mi pare che presenti una grande analogia con quell’aspetto poetico della cosmologia indiana in cui gli Universi vengono creati e distrutti ad ogni respiro di Bramhan. (Il poetare anticamente era usato come metalinguaggio)

“Nella teoria delle stringhe, le particelle subatomiche corrispondono alle note della corda vibrante. La fisica non è che l’armonia di queste corde vibranti. La chimica consiste nelle melodie che si possono suonare su tali corde” (intervista a Michio Kaku, di Massimo Teodorani, astrofisico, in “Scienza e Conoscenza n°13)

Bohm ipotizza un mondo fisico – sensibile – di “ordine esplicato”, soggetto a continue trasformazioni a causa di una realtà più profonda che si dispiega dal Tutto; esiste cioè un “ordine implicato” la cui funzione di base è quella di in-formare l’ordine esplicato secondo un “potenziale quantico” che nasce dal vuoto. Il mondo esplicato racchiude in modo olografico in ogni sua parte l’architettura del Cosmo in tutta la sua Unità, così come le gocce di un oceano sono ciascuna informata dell’esistenza dell’oceano intero e compartecipi con esso, in modo istantaneo secondo un principio di non-località. E ciascuna informata dello stato dell’altra (Entanglement).

Concetti questi ripresi in altro campo dal neurofisiologo Karl Pribram, che durante i suoi studi sul funzionamento del cervello si accorse che le memorie immagazzinate non hanno una precisa localizzazione ma tendono ad essere sparse ovunque e che il cervello stesso funziona come un ologramma, cioè come un convertitore di frequenze in sequenze coerenti.

In modo analogo funziona il campo Psi ipotizzato da Ervin Laszlo: una specie di acquario nel quale tutto (si tratti di un atomo, di un topo, di un essere umano) è collegato con tutto il resto: e ogni cosa in-forma ogni altra cosa attraverso le pressioni di onda che plasmano la materia che esiste attorno ad esse; in questo senso il cosmo è intrinsecamente creativo e conserva e rinnova l’impronta di tutto quanto esiste come una specie di campo di memoria attivo che racchiude lo spazio (è ovunque) e il tempo (permane). ( E. Laszlo: “Olos, il nuovo mondo della scienza”)

In modo del tutto simile Rupert Sheldrake parla di campi morfogenetici che informano di sé la costruzione del mondo sensibile: dall’embriologia alle forme del pensiero. (R.S. «A new science of life » in italiano « La causalità formativa »)

Dunque, benchè sia stato costruito un sociale in cui alienazione e anomia sono pari al consumismo e all’ossessione del PIL e in cui il moltiplicarsi delle mode è pari all’assenza di valori profondi e di rispetto per la vita in un processo di appiattimento globale, (pensiero debole versus pensiero forte), tuttavia proprio la vita contiene in sé risposte intelligenti e dal caos, in continua poiesi, si formano nuove forme ordinate e neghentropiche (Prigogine) e.nuovi modelli di pensiero che, non a caso, in realtà nuovi non sono, ma si ricollegano, nelle pieghe della storia, a tradizioni antiche, mantenendo in memoria il flusso di una filosofia perenne (e così l’ Horror vacui produce flussi di valori!).

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