Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Il vuoto tra natura e cultura – spigolature e riflessioni

26 Marzo 2007

Ecco quindi il senso di questo breve scritto, che ricorda il confronto, in analogia, tra quello che si sta scoprendo in occidente sul vuoto quantistico e ciò che proviene dalla cultura vedica e da altre discipline orientali sul vuoto mentale e sull’apertura della coscienza (vedi shuniata e vipassana nel buddismo mahajana), senza nulla togliere all’analisi delle distorsioni e immaturità della psiche, o meglio, del continuum psicofisico.

(Anche in Ayurveda esiste la sezione della “medicina siddha” che riguarda le grandi patologie della mente, in cui l’accento è posto sulle “forme pensiero” che dominano una psiche. Mi fa piacere inoltre ricordare il saggio di Ken Wilber, J. Engler e altri su “Le trasformazioni della coscienza” in cui si discute sulle strutture caratteriali di coloro che accedono ai sistemi di meditazione orientali; vedi schema allegato)

E allora, il nostro mondo, l’ordine esplicato di Bohm, la realtà fenomenica (“ho” nel buddismo giapponese di Nichiren) sembra che sia soltanto un’illusione, come il velo di Maya nel pensiero vedico; noi stessi, il nostro ego, i nostri pensieri e i nostri sentimenti, sono un’illusione (a volte una magnifica illusione!!!), così come dicono da millenni le filosofie orientali.

“Davvero i sentimenti di gioia, dolore o noia non sono altro che fenomeni chimici nel cervello, relazioni tra molecole e atomi che a loro volta sono relazioni tra particelle fondamentali, le quali sono semplici stringhe vibranti? (Brian Green: “L’universo elegante -Superstringhe”)

La vera natura delle cose pare giacere in un mare di frequenze che pulsano, oscillano, si modulano e si rendono coerenti, prodotte in quell’immenso oceano fatto di pura coscienza che è l’ordine implicato (“Myo” nel buddismo di Nichiren).

E la funzione ultima della vita sembra proprio quella di prendere coscienza di sé stessa compiacendosi (da kama= benessere psicofisico, fino ad ananda = beatitudine spirituale) nella profonda natura dell’essere, così come dicono da millenni svariati sistemi di meditazione che conducono alla coscienza della coscienza e alla liberazione dall’illusione.

Mi viene in mente l’individuo liberato di Federico Navarro.colui che, avendo preso consapevolezza di sé e fidandosi del flusso vitale della propria energia può permettersi di navigare nel fiume delle proprie emozioni senza perdere la coscienza: come guidare la propria barca sul fiume e accorgersi di essere contemporaneamente la barca e il fiume.

E qui, a conclusione, mi viene alla memoria un indimenticabile pensiero di Wilhelm Reich (In “Superimposizione cosmica”): “Poichè l’Io è un frammento di energia orgonica cosmica organizzata, questa piena consapevolezza (individuale) è un passo avanti nello sviluppo funzionale della stessa energia orgonica cosmica.”)

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