Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Tango argentino e Tai Chi (Elia Tamburella)

28 maggio 2009

Racconto la mia esperienza: molto raramente in passato ( sarà successo due o tre volte in 33 anni) mi capitava di sentirmi in modo molto strano, come se tutto attorno a me fosse più chiaro, fresco, ben definito, come se mi fossi svegliato; una sensazione meravigliosa! Per essere chiaro sto parlando della percezione del luogo dove stavo, delle persone e degli oggetti che erano vicino a me: ero nel presente; non so se per caso o no. Queste poche volte sono rimasto così stupito che quegli attimi sono rimasti nella mia mente come incancellabili. In questi ultimi mesi questa cosa mi è ricapitata, però questa volta mi sono fermato e mi sono detto: ma cosa è questa “cosa”? Qui è iniziata la ricerca: ho iniziato a cercare su Internet e ho trovato del materiale che ha iniziato a farmi entrare in un certo ordine di idee ( uno scritto di Flavio Daniele, maestro di Tai Chi, mi ha illuminato completamente su quella “cosa”).

Dopo circa sei mesi di intensa ricerca ho capito che questo tipo di impostazione si impara; la ricerco in ogni momento, e voglio arrivare al punto che questo tipo di impostazione diventi una cosa normale, e lo sta diventando grazie all’autodeterminazione. Ho notato con un certo esercizio della mente, un esercizio incontrollato ed in balia di se stesso in termini di pensieri, si annulla nel momento in cui ci si trova in quella situazione, di risveglio, i tuoi sensi sono accesi, il tutto senza sforzo; è un arrendersi consapevole, controllato. Ho iniziato cercando di sentire degli oggetti sia con le mani che con lo sguardo, ascoltando rumori, suoni, e cercando di dare libera comunicazione ai sensi, una naturale percezione. Quello che mi inizia succede adesso è bellissimo: è il comprendere che, non so come ma, sto imparando a trovare questa impostazione, e ti stenti che potresti fare qualsiasi cosa, una grande sensazione di libertà. E’ stupendo; in questi momenti si ha una migliore percezione del corpo e di tutto ciò che può essere alla portata dei sensi; è come se ti accendessi. Ultimamente ho sentito questo piccolo discorso che rende bene l’idea:

 

 “Quante volte nel nostro quotidiano sovrapponiamo nel momento presente immagini, sensazioni, emozioni che non gli appartengono? Finiamo per distorcere la visione reale dell’evento danneggiando la freschezza dell’attimo vissuto. E’ proprio questo che ci separa dalla pienezza e dall’appagamento. Lunghe serie di interpretazioni che scaturiscono dal nostro passato più recente o remoto che come un velo già dipinto si sovrappongono tra noi e la vividezza del momento reale. Spesso lo stato di alterazione emotiva che ne deriva ci accompagna per ore, per giorni, e a volte può creare strutture interiori anomale che poi si riflettono nel corpo, allontanandoci dalla nostra presenza e dalla sensazione corporea. Il cervello infatti non distingue tra ciò che vede e ciò che ricorda perché in entrambe le azioni vengono coinvolti gli stessi circuiti neuronali.”

 

In quei rari attimi stavo provando “ la vividezza del momento reale ”. Dopo aver capito questo mi sono reso conto che quello che dice Roberto è assolutamente vero: ci vuole ricerca, autodeterminazione, concepire una disciplina che abbia elementi fondamentali corretti…., insomma bisogna iniziare un percorso di consapevolezza, senza il quale le cose vanno come vanno; per carità possono andare anche bene, ma la vita è così imprevedibile, ed è molto probabile che prima o poi una disciplina spirituale corretta risulti determinante sia per lo sviluppo personale che per dare senso profondo alla nostra esistenza. Adesso sto cercando la percezione e la connessione con il presente in ogni momento della giornata, assolutamente in tutte le cose che faccio, anche le più “banali”, per utilizzare un linguaggio comune. Da circa un anno e mezzo prendo lezioni di tango argentino, e ho capito che questo è un ballo particolare, che si presta molto al concetto di azione consapevole; questa danza è sempre diversa perché ha dei codici e non delle regole, balli così come ti senti, improvvisazione è la parola chiave. Poi durante le mie ricerche mi sono accorto del Tai Chi ( uno splendido video è stato pubblicato da Roberto Sassone nel suo sito, dal titolo “Tai Chi, la Via del Guerriero”) che per definizione usa il movimento consapevole, e con il tango argentino è come se avessimo messo in più musica e partner. Proprio ultimamente qui a Roma c’è stato un maestro di tango argentino che ha fatto una lezione eccezionale intitolata “ Dal tai chi al tango argentino”; ho avuto così la conferma che quello che avevo partorito dentro di me era assolutamente corretto, cioè i processi e gli approcci interiori coinvolti sono molto simili nelle due pratiche. Vedo questo: 1)si può partire percependo una sola cosa (ad esempio un oggetto, ascoltare un suono etc), restando fermi; 2)poi possiamo passare al movimento praticando il tai chi e portandoci dietro la pratica del punto 1); volendo possiamo estendere la cosa con il tango argentino, dove in più abbiamo la musica ed un partner. Apparentemente a qualcuno potrà sembrare come un grande calderone dove abbiamo messo di tutto, ma imparando ad auto-osservare se stessi, si vede che i processi interiori coinvolti, sono gli stessi e puntano tutti quanti verso un’unica direzione: consapevolezza, coscienza, unità. Andando avanti con il percorso mi stanno succedendo delle cose reali nel corpo: aumento della forza, dell’elasticità, dell’equilibrio su una gamba, si attiva da sola una migliore respirazione, migliora lo stato della pelle, il pensiero non va per i fatti suoi ( molto importante per me perché seguo un corso di Fisica ), mi sono accorto che posso riuscire ad andare più veloce nella lettura, mi riesce più facile suonare il piano… etc; insomma ognuno di noi ha grandi potenzialità e l’attività spirituale è secondo me uno strumento fondamentale per facilitare o permettere la loro manifestazione; è una risurrezione; entri piano piano in uno stato di Amore ( il Cuore si apre ); tutti possono farlo ( da cui una rinascita di sistema ). Grazie per lo spazio. Elia.

 

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