Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
Collegati

Il mio percorso interiore (Susanna Checconi)

3 giugno 2009

Susanna Checconi: giornalista, Diksha Giver

 

Sono due anni ormai che, grazie all’amore di una persona speciale, ho cominciato il mio percorso, quello che mi piace chiamare: interiore!
Sulla carta non avevo nulla che mi impedisse di percorrere la mia strada. Un padre che fa meditazione trascendentale da una vita e una madre che e’ andata in analisi per un’altra vita sarebbero i presupposti perfetti per avere una mente aperta ad un certo tipo di esperienze. Ebbene…quella che poteva essere una opportunità io per anni l’ho vissuta come una catena. Fra me e me ero convinta che avrei fatto soffrire o l’uno o l’altro genitore seguendo uno dei due percorsi…ed ecco l’incontro con Roberto Sassone. Dio, o chi per lui, ce l’ha dovuta mettere proprio tutta per farmi trovare un terapeuta che utilizzasse anche tecniche di meditazione e soprattutto che desse importanza al corpo. Ed ecco fatto nella mia testa erano tutti contenti, ma soprattutto, ora dopo due anni, posso dire che era l’incontro giusto per Me. Era importante prendere in mano la mia vita e guardarla più da vicino, e i gruppi di Roberto mi hanno aiutato e mi aiutano a farlo.

E’ stato strano per me osservare, come dal di fuori, come la fiducia in Roberto crescesse ad ogni gruppo e come di pari passo sia cresciuta la fiducia in me stessa e negli altri. La strada e’ lunga e guardando indietro so che posso affrontarla e sono orgogliosa dei passi che mi sono concessa di fare. Perché, sarà banale, ma siamo noi che scegliamo di prenderci cura della nostra vita e possiamo farlo in ogni momento.
Dopo un anno di gruppi con Roberto, e’ arrivato un altro momento fondamentale del mio cammino…e ancora una volta c’e’ stato un atto di fiducia, questa volta la strada l’ha illuminata mio padre: “visto il tipo di lavoro che fai con Roberto, perché non vieni a fare un gruppo Diksha”…era simbolicamente per me fondamentale dare fiducia a mio padre e così eccomi ad un gruppo di quasi tre giorni. Ma la decisione di andare in India dove si svolgeva il primo livello del corso Diksha e’ stata decisamente tutta mia. Ed ecco altri strumenti e altra forza per procedere sul mio sentiero. Faccio due esempi a me molto cari, mentre andavo a fondo nella sofferenza per la mia solitudine mi sono arrivate due belle consapevolezze: 1:non siamo mai soli! 2: io ho sempre voluto stare da sola. Certo sembrerà nulla, ma è la verità di ciò che sono e questa consapevolezza ha cancellato la sofferenza data in effetti da una menzogna a me stessa e non dal dato oggettivo
della solitudine. Quando sono andata a fondo nella mia inadeguatezza vi assicuro che non ho passato un bel quarto d’ora, ma toccato il fondo ho chiesto aiuto a Dio e quell’affidarmi alla sofferenza e a Dio con sincerità d’animo hanno dissolto quel senso di inadeguatezza. Questo non vuol dire che io non mi sia più sentita inadeguata o che non abbia più desiderato compagnia, semplicemente ora guardo con occhi più benevoli a me stessa e con meno paura le situazioni che mi si presentano. La fiducia che si acquisisce nello sperimentare la sofferenza che si trasforma in gioia non e’ descrivibile a parole e se a me lo avessero raccontato non c’avrei creduto. E’ un atto di fede, ma non nel senso stereotipato del termine…ci credi solo se ti permetti di viverlo e se lo vivi. A proposito del rapporto con Dio vorrei aggiungere qualcosa su di me che sia penso importante. Non ho mai amato la Chiesa (mi perdonino i cattolici non c’e’ nulla di personale, semplicemente quel tramite non ha mai fatto per me), ma nel mio piu’ profondo intimo non sono mai stata una vera e propria atea…semplicemente ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di più…poi ora sento che un po’ di quel Qualcosa alberga in ognuno di noi.
Nel cammino ho imparato quanto sia importante il senso di gratitudine, poche cose mi hanno scaldato il cuore come collegarmi con momenti belli della vita o della giornata ed essere grata all’Universo per avermeli donati. Ho imparato a godere di un abbraccio (non di tutti gli abbracci,ma per ora va bene così!), ho perdonato la mia mamma per il passato (ora sto lavorando sul presente!), ho imparato a non giudicarmi male a proposito del sesso, ho abbracciato con reale affetto la seconda moglie di mio padre (che avevo sempre pensato di dover odiare)…e tante piccole cose così che lette nero su bianco possono sembrare sciocchezze, ma se si decide di affrontarlo quel sentiero lo si affronta per le piccole cose di tutti i giorni che, per esperienza, sono quelle che fanno la differenza.
E’ difficile decidere di essere adulti, smettere di voler essere figli a tutti i costi, e’ difficile capire come stare con la sofferenza, come accogliere con amore e senza giudizio se stessi, è difficile perdonare e perdonarsi come e’ difficile smettere di accusare gli altri per le nostre sofferenze. Tutto questo e’ complicato almeno come riuscire a non essere schiavi dei condizionamenti, come guardare se stessi attraverso i difetti degli altri e vedere, voler vedere, e accettare tutte quelle parti di noi che non vogliamo ammettere di avere perché non ci piacciono.
Tutte queste cose non si fanno in un giorno e non si fanno con la testa…tanto che infatti io ancora non le ho fatte…posso dire di aver cominciato e sento di essere sulla strada e di questo ringrazio la malattia di mia madre che mi ha dato lo stimolo per voler risolvere i problemi che ho con lei, l’amorevole amico che mi ha fatto incontrare Roberto, Roberto che mi accompagna con amore come lo fa con tanti altri, mio padre che mi ha indicato il Diksha e me stessa per aver preso in mano la mia vita in un modo che forse non sarà perfetto, ma E’! 
E’ per me e mi piace credere a quello che dicono tanti maestri e terapeuti: si aiuta se stessi a stare meglio per far stare meglio anche gli altri. E per chi crede che sia una forma di egoismo…prova a smettere di accusare l’egoismo e inizia a lavorare su di te per te stesso e dopo un po’ di strada guardati intorno potresti rimanere sorpreso!


2 Commenti a “Il mio percorso interiore (Susanna Checconi)”

  1. Patrizia Bignami

    Ti ho letto con piacere.
    Ritrovo la stessa ricerca, difficoltà simili eppure uguali.
    E’ proprio vero che la strada verso se stessi ci porta anche verso gli altri nel renderci conto che le differenze sono solo in superficie, che le anime hanno un unico cuore.

  2. Andrea Bianco

    Parole bellissime piene di consapevolezza e di gioia di vivere. Ti conosco da una vita,e conosco qualche particolare; sono felice per ogni passo in avanti che hai fatto e farai. Rivedo diversi passaggi che hanno caratterizzato il mio percorso: il perdono, la fiducia in se stessi ed altri.

Lascia un commento