Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
Collegati

Testimonianza di Enrico Bendinelli

9 giugno 2009

1 scrivere un articolo su un maestro che avete incontrato, descrivendo la vostra esperienza

Babaji, Shree Haidakhandi Baba.

Si dice che sia uno yogi immortale che vive sull’Himalaya, un ‘mahavatar’ (grande incarnazione di Dio) di Shiva.

Il Suo mantra è “Om namah shivaya”, il Suo messaggio è “Verità, Semplicità, Amore”.

L’ho incontrato in Puglia, nella Valle d’Itria, vicino a Cisternino, nel suo ashram. In questi luoghi meravigliosi, pieni di forze, ho veramente avuto a che fare con Lui, fisicamente morto quasi trenta anni fa.

Incredibilmente presente e reattivo. Pronto a guidare con decisione, con messaggi diretti e immediati.

Impressionante. Bellissimo

In una occasione l’ho pregato di aiutarmi a superare il mio orgoglio e le mie paure: l’ha fatto immediatamente e per me è stato semplicissimo (poi ci sono ricascato mille volte… ma questo è un altro discorso).

In un’altra occasione mi ha impedito di entrare nell’ashram finché non sono stato nel giusto stato d’animo.

Ancora un episodio: mentre pulivo il suo giardino e sentivo tutto l’amore di farlo, mi sono ferito ad un occhio, ma… la ferita non c’era.

Dopo la prima volta sono tornato altre due volte e sempre ho sentito la Sua presenza, che ora riconosco bene, come se lo avessi frequentato “fisicamente”.

Nel Suo ashram mi sono sentito nella pienezza del mio essere e al tempo stesso fuso con il Tutto.

2 descrivere la via spirituale che state seguendo e il motivo della vostra scelta

La mia via spirituale è sullo spartitraffico che divide la corsia del buddismo tibetano e quella dell’induismo himalayano. Il buddismo tibetano, serio e profondo, parla sulle mie frequenze, l’induismo con i suoi “colori” mi affascina.

3 raccontare i progressi, le difficoltà che incontrate e gli errori che avete commesso

I progressi sulla mia via spirituale sono molto lenti. Faccio un passetto alla volta. Se e quando me la sento. Però sono passi ben maturati (almeno questo!). Errori e progressi… faccio quello che posso. Di difficoltà ne ho una in particolare, che da qualche tempo è molto grande. Passi piccoli, lenti e maturati mi hanno portato fino qui, adesso, però, faccio molta fatica ad integrare l’Enrico che ha fatto questi passetti con l’Enrico che vive (e in particolare che lavora) nel “mondo normale”. Il mio è un lavoro di tipo imprenditoriale, con dipendenti, responsabilità, impegno. Finora per poter andare avanti in questo lavoro ho avuto bisogno di adrenalina e stress. Adesso faccio davvero fatica a integrare i due mondi. Non so come fare… penso che dovrei cambiare qualcosa, ma ho paura, per me e per gli altri.

4 descrivere le pratiche che state seguendo

Nell’ashram di Babaji spesso si cantava e si suonava. Ho ritrovato canti simili nelle serate organizzate dal gruppo fiorentino dell’associazione Arte di Vivere. Ho cominciato a frequentarlo. Lì hanno insistito ininterrottamente per due anni perché io iniziassi a fare delle pratiche mattutine. Questo messaggio mi era arrivato già da altre parti (da Roberto Sassone per esempio, che stimo e amo).

Alla fine è arrivato il momento di fare anche questo passo, non tanto piccolo in verità, si è trattato di trovare più o meno tre quarti d’ora al giorno per fare alcuni esercizi di yoga, tra cui il bellissimo Saluto al Sole, tre tipi di respirazione tipici di Arte di Vivere e una brevissima meditazione.

Anche il modo di mangiare si è un po’ modificato.

Tutto questo è iniziato da molto poco tempo, neanche un mese. Mi sento però già più pulito e “scorrevole”. Voglio continuare.

5 narrare di un viaggio che avete fatto per la vostra ricerca, gli incontri e le impressioni

Gli incontri durante i viaggi di ricerca sono spesso coincidenze che aiutano.

Una volta, steso sul letto, volevo fortemente sciogliere il mio dubbio: queste coincidenze sono solo fatti curiosi o sono indicazioni che ci vengono in qualche modo date? Ero molto concentrato su questo e chiedevo una risposta: una coincidenza è un’indicazione? Alla fine è arrivato un lampo: se si tolgono le iniziali, “oincidenza” è l’anagramma di “ndicazione”. Sono le stesse lettere, solo disposte in forma diversa.

6 parlare dei vostri dubbi, degli atteggiamenti sbagliati e dei falsi maestri.

Per natura sono diffidente ad aprirmi (brutto difetto che mi nuoce e mi fa soffrire). Per natura ho un’empatia molto forte (questo già va meglio). Le due caratteristiche insieme mi aiutano a proteggermi dai falsi maestri, o almeno lo spero!

Che dire dei dubbi? Tutto è un dubbio, questo è fuori di dubbio!

E degli atteggiamenti sbagliati? Sono favolosi, divertentissimi! Sono a buccia di cipolla, ne levi uno e c’è subito quello dopo… e si ricomincia.

P.S.: che già a levarne uno ce ne vuole!!!

7 raccontare come è nata questa vostra aspirazione alla Conoscenza

Già, non ci avevo mai pensato: è nata dal fisico! In questo sono allineato con i laboratori di coscienza integrale del corpo!

Il primo vagito è stato l’acquisto del primo libro. La prima volta che, da solo, senza i genitori, andai in libreria e mi comprai un libro fu un libro di Yoga, di Hatha Yoga.

Poi è passato tantissimo tempo. Maturazione interiore, diciamo.

Forse venti anni fa un passaggio importante: all’improvviso, senza alcuna preparazione, ritiro di Shiné a Pomaia, centro tibetano in Toscana, tre giorni di meditazione, di gambe incrociate e silenzio. Una folgorazione.

Come mi hanno insegnato a Pomaia, dedico questo mio scritto al bene di tutti gli esseri senzienti.

Grazie

Enrico Bendinelli

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