Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Tu puoi cambiare il mondo (Marcella Danon)

23 giugno 2009

Tratto da www.lifegate.it

“Non dobbiamo aspettare fino a quando la crisi della società raggiungerà il livello di pericolo. Dobbiamo agire! Ogni persona può agire. Se ognuno di noi fa la sua parte, insieme potremo ottenere ciò che è necessario.”
Mikhail Gorbaciov

“Perché elaborare progetti di solidarietà soltanto dopo grandi disastri e non creare, invece, un progetto che sappia risvegliare e attivare creatività, iniziativa per prevenire?”. E’ stata questa la sfida lanciata a Lugano, lo scorso 24 settembre, dall’intervento del prof. Erwin Laszlo, presidente del Club di Budapest, filosofo della scienza e della teoria generale dell’evoluzione.

Il Club di Budapest è un’associazione culturale che opera in tutto il mondo per il risveglio di una nuova consapevolezza umana e planetaria. Il Club di Budapest è sostenuto in questo compito da sei premi Nobel per la Pace tra i quali Mikhail Gorbaciov, il Dalai Lama, Nelson Mandela, Desmond Tutu, e da personaggi di rilevanza internazionale nelle scienze, nelle arti e nella spiritualità come l’ex-vicepresidente USA Al Gore, il creatore del microcredito Muhammad Yunus, il coreografo Maurice Béjart, gli scrittori Paulo Coelho e Arthur C.Clarke, l’ex presidente della Rep. Ceca Vaclav Havel, il musicista Peter Gabriel, il filosofo Edgar Morin, il direttore d’orchestra Zubin Metha, l’etologa degli scimpanzé Jane Goodall, e molti altri.

Nel suo ultimo libro “Tu puoi cambiare il mondo” (ed. Riza, 2002) Erwin Laszlo traccia un quadro della situazione planetaria attuale nel pieno di una crisi - economica, sociale, ambientale, - che lascia intravedere due possibili scenari futuri: il crollo o il salto in avanti. “Abbiamo una finestra di tempo di ancora 7-8 forse 10 anni per affrontare la situazione, oltre questo margine molti dei problemi raggiungeranno livelli non più reversibili”, ha ribadito al pubblico svizzero e italiano pochi giorni fa.

Ma non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema - ha aggiunto citando Einstein - occorre stimolare, risvegliare, diffondere nuovi modi di pensare e di vivere. Occorre un nuovo rinascimento, senza una nuova spiritualità non si possono risolvere i problemi del nostro tempo. Ma Laszlo ci tiene a chiarire, la spiritualità di cui c’è bisogno non è staccata da questo mondo, ma è impegnata, non si esprime in concetti astratti, ma in azioni concrete, in valori, in stili di vita sostenibili, etici, collaborativi.

E le persone che stanno adottando questi nuovi stili di vita sono sempre di più. “Creativi culturali” li definisce Laszlo nel suo libro, contrapposti ai “moderni”. I “creativi culturali” hanno spirito critico, sono più attenti all’arte e alla cultura, sono consumatori consapevoli, cercano beni e servizi reali, non cercano esibizioni di status, ma vogliono case e alimenti sani, abiti comodi, hanno una grande considerazione per il loro tempo libero e per i rapporti umani. Molti possono identificarsi in questo identikit appena abbozzato, i molti che non si riconoscono più nello standard definito dei “moderni” per cui contano ancora l’apparenza, la moda, l’intrattenimento di massa, il motto “il tempo è denaro” a scapito delle relazioni umane e per cui le dimensioni interiori della vita non hanno valore.

Se negli anni 70 solo l’1% poteva rientrare nella categoria più consapevole della popolazione, oggi si stima che la percentuale sia del 10% e sia in costante crescita.

“E’ tempo che la parte più saggia e consapevole dell’umanità si riunisca e collabori per invertire l’attuale tendenza distruttiva e realizzare un futuro comune di pace, di comprensione umana e di rispetto della Terra. Ogni individuo, ogni associazione è determinante in questo processo di evoluzione della coscienza globale - scrive Laszlo -. La sfida che ora dobbiamo affrontare è quella di scegliere il nostro futuro. La nostra generazione è chiamata a decidere il destino della vita su questo pianeta. A creare una società globale pacifica e cooperante, continuando così la grande avventura della vita, dello spirito e della consapevolezza sulla Terra”.

Su queste basi il Club di Budapest sta lanciando in diversi paesi del mondo un progetto culturale e umano unico nel suo genere: la Rete Olistica, un network di base per una collaborazione attiva e creativa tra tutte le vaste forze che operano - con cuore, intelligenza e coscienza - nell’ambito della nuova cultura planetaria emergente, ponendo in il senso di responsabilità per il benessere dell’uomo e del pianeta. Probabilmente, ne sentiremo parlare.

Marcella Danon

www.ecopsicologia.it

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