Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Cristo secondo Wilhelm Reich

2 luglio 2009

Un Commento a “Cristo secondo Wilhelm Reich”

  1. Elia Tamburella

    Ciao,
    sul fatto del vedere, vorrei raccontare quello che mi sta succedendo da quando ho iniziato il cammino: il punto di partenza mi sono reso conto era di chi proiettava continuamente una interpretazione della realtà, a mio piacimento secondo la struttura della corazza; mi sto sempre più rendendo conto che ci sono dei movimenti fisici sia del cervello che di altre parti del corpo che si mettono in moto nell’atto della proiezione; questo rendermi conto è in atto perchè sto cercando il più possibile il silenzio e il vuoto interiore ( per cercare di capire come realizzarlo rimando ad un precedente post del sito intitolato ” Il Potere della Mente ” 28 maggio 2009); in effetti sta salendo la consapevolezza corporea in quanto mi sento proprio di più, e mi vedo di più; è quasi strano: mi sembra come se non mi fossi mai visto veramente, ma nello stesso tempo è meraviglioso; chi c’è passato o chi è arrivato anche a solidificare il relativo prcesso interno sa di cosa sto parlando. Questo stesso meccanismo di maggiore consapevolezza del vedere se stessi si può fare con chiunque e con qualsiasi cosa. Credo sia proprio questo quello che intendesse Cristo. Si rende poi necessario prendere confidenza con questo stato, per poi operare immersi in esso; credo proprio che ogni azione ne risentirà profondamente. Un avvertimento che mi sento di dare è questo: bisogna stare attenti ai meccanismi di associazione della mente: certe azioni ( anche mentali ) richiamano gli stati precedenti al lavoro che si fa su se stessi ( quindi la maggiore percezione visiva si può perdere mentre non la si è ancora solidificata ); intanto è importante sapere che è fisiologico ( direi ), perchè il corpo è come se fosse rieducato o resettato; quindi non bisogna disperare, ma capire e saper “fare” ( tra virgolette perchè poi ci si accorge che rientra nella spontaneità ) bene il nuovo meccanismo, perchè tanto il vero guerriero ha in sè una cosa che lo porterà verso piccole mete certe ( la corazza si spezza un pezzo alla volta ), cioè l’autodeterminazione.Grazie per questa profonda conoscenza. Ciao.

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