Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Sara Cattò - Imparare a Innamorarsi - Xenia Edizioni

16 dicembre 2009

Prefazione di Piero Ferrucci

Nell’antica Persia il matrimonio si svolgeva in questo modo: i due sposi dovevano avvicinarsi lentamente l’uno all’altro. Anziché guardarsi direttamente, avevano lo sguardo diretto di fronte a sé, alla propria immagine riflessa in uno specchio. Vedevano se stessi unirsi non solo in questo mondo, ma anche nel mondo dentro lo specchio, che simboleggiava il mondo dello spirito. Questo rito voleva significare che l’unione di due persone non è solo cosa di questo mondo. E’ un evento cosmico.

Quando sono invitato a un matrimonio - un matrimonio dove gli sposi sono visibilmente innamorati e felici, mi piace guardare non solo loro, ma anche gli invitati: e vedo nei loro occhi un susseguirsi di emozioni: nostalgia, entusiasmo, gioia, e soprattutto una strana, potente commozione. E’ la partecipazione a un evento che evoca il numinoso: un’atmosfera al di fuori di quella ordinaria e prosaica della vita di tutti giorni, che evoca in noi stupore e meraviglia.

Poi sappiamo tutti che le cose non possono continuare a questo livello. Non si può rimanere innamorati per sempre. “Congratulazioni, adesso non potete far altro che peggiorare”: ho sentito questo augurio a una coppia di sposi. Era una frase di certo scherzosa, ma con un fondo malcelato di amarezza. Perché, dentro o fuori del matrimonio, sappiamo tutti che l’innamoramento finisce, che le promesse di felicità fanno spesso una fine rovinosa e dolorante.

Forse per questo l’innamoramento è stato spesso visto (ci sono rare eccezioni) con sospetto e diffidenza, e abbastanza ignorato dalla psicologia contemporanea. Insomma, si pensa, gli innamorati sono dei poveri illusi. Presto la realtà si incaricherà di farli rinsavire e riportarli nel mondo normale di bisticci e gelosie, incomprensioni e incompatibilità, dispetti e tradimenti.

Ma questo è un tragico errore. L’innamoramento non è solo una pietra miliare nella vita di ognuno. E’ anche un’opportunità straordinaria per capire ciò che nel vivere ordinario dimentichiamo. L’innamorato è in uno stato alterato di coscienza. Capisce appieno la forza e la bellezza dell’amore; ne comprende le potenzialità e la sua capacità di trasformarci; si rende conto più che in qualsiasi altro momento del misterioso e portentoso mondo dell’Altro; la follia di questo stato scombussola le sue abitudini mentali ed emotive; e lo aiuta a raggiungere lo stato di fusione e unità; in seguito, quando l’innamoramento si affievolisce, potrà imparare a discernere fra realtà e fantasia - perché certo innamorarsi porta con sé il rischio di idealizzare l’altro: ma, se ne approfittiamo, possiamo imparare dai nostri errori importanti lezioni sull’arte delle relazioni umane.

Sara Cattò ha scritto un libro fondamentale sull’innamoramento. E’ un’opera molto ben documentata che spazia con competenza attraverso vari campi - si passa dai cromosomi alla poesia di Tennyson e Rumi, dall’alchimia alla neurofisiologia del cervello, dall’I Ching alla psicologia della percezione, dalla Genesi allo Zen. Ma non è mai una lettura accademica. La consiglierei a chiunque corre il magnifico pericolo di innamorarsi - soprattutto gli adolescenti e i giovani. E suggerirei soprattutto il capitolo sul vero e falso innamoramento. Dove si impara che accanto al vero innamorarsi ci sono infatuazioni erotiche o competitive o divistiche, pseudoinnamoramenti e colpi di fulmine: non categorie astratte, ma indicazioni utilissime per orientarsi negli incantesimi dell’amore.

In conclusione: io credo che ogni amore rinchiude in sé tutti gli amori. E di amori ce ne sono molti e diversissimi fra loro: agape (l’amore del prossimo), filia (il sentimento di amicizia), l’amore dei genitori e dei figli, eros e passione, l’amore di Dio, e, last but no least, l’amore di sé, che non è affatto egoismo. Ognuno di noi ha propensioni particolari per uno o più di questi amori, e magari guarda gli altri amori da lontano, come qualcosa che non gli appartiene. Ma forse è bene vederli come tante foglie di uno stesso grande e magnifico albero dai molti rami. Non c’è dubbio che il fenomeno amore è fondamentale nella vita di tutti noi, le dà energia, significato, bellezza. Certo, si presenta a noi con molti diversi aspetti. Ma tutti gli amori sono alimentati da una stessa linfa, appartengono a uno stesso albero, vivono di una stessa vita.
In fondo, tutti gli amori sono uno stesso amore.

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