Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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I King e Sincronicità (Alberto Lomuscio)

15 novembre 2010

RIASSUNTO

L’Autore ripercorre la teoria-base dell’ “I-King”, un antichissimo libro divinatorio, con particolare attenzione alla relazione esistente tra gli aspetti cronologici del tempo e il ruolo potenziale dello spirito umano (shen). La teoria della sincronicità viene esposta in accordo con la visione di Carl Gustav Jung: il tempo potrebbe essere una parte del nostro assetto energetico, tanto che il nostro corredo genetico potrebbe fungere da “messaggero” di un legame sincronico con la nostra “Dimensione Pregressa”, ben più conosciuta col nome di “Cielo Anteriore”. In altre parole: le cose non sono quello che sono, e nemmeno quello che diventano: le cose sono la loro stessa trasformazione.

PAROLE CHIAVE: I-King, Sincronicità, Esagramma

PREMESSA

L’I KING (I CHING, YI JING) è un antichissimo testo divinatorio la cui origine si perde nella notte dei tempi, ma che tradizionalmente viene attribuito, almeno nella sua prima stesura, al mitico imperatore FU HI, vissuto probabilmente 5.000 anni fa; successivamente, il libro è stato completato dal Re Wen e da suo figlio, il Duca di Chou, circa 3.000 anni fa e, infine, commentato e completato da Confucio poche centinaia di anni prima della nascita di Cristo. Già prima di FU HI, comunque, esisteva la pratica divinatoria, basata su elementi estremamente semplici e di comprensione immediata: in genere le risposte alle domande erano solo del tipo “sì o no”, e il “sì” era rappresentato da una linea intera, mentre il “no” da una linea spezzata. Nacquero in un secondo tempo i trigrammi, in numero di otto (8 rappresenta tutte le possibili combinazioni di tre linee yin o yang) nei quali le linee (intere, yang, o spezzate, yin) erano in numero di tre, a rappresentare la triade Cielo-Uomo-Terra, e solo in seguito si giunse all’uso degli esagrammi, nei quali le sei linee rappresentavano per ciascuno dei tre elementi (Cielo-Uomo-Terra) lo yin e lo yang (2 X 3=6). Gli esagrammi sono 64 perchè la combinazione yin/yang di sei linee diverse raggiunge appunto questo valore.

Gli esagrammi esprimono tutte le possibili evoluzioni di qualsiasi situazione, in quanto, variamente combinati tra loro, e moltiplicati per ciascuna delle sei linee costitutive, esauriscono tutte le alternative yin/yang possibili.

Comunque, il principio ispiratore degli esagrammi è quello di rendere palese, in modo ovviamente simbolico, la configurazione del momento di una data situazione, con le sue possibili evoluzioni e i consigli per far evolvere la situazione nel modo più propizio.

Nell’I KING vi sono quindi IMMAGINI, per mostrare; sono aggiunte SENTENZE, per delucidare; si determinano SALUTE o SCIAGURA, per decidere. Lo scopo non è di conoscere il futuro, ma il presente con le sue possibili evoluzioni! Quindi l’I KING non è solo divinazione oracolare: è SAPIENZA! Sta infatti scritto:

” I mutamenti sono un libro

dal quale non bisogna star lontani.

Costantemente muta il Senso suo,

fluiscono per i sei posti vuoti.

Salendo e ricadendo senza dimorare

isolidi e i teneri si mutano.

Racchiuderli non vale in una norma:

E’ SOLO ALTERAMENTO QUELLO CHE QUI OPERA”

I TRIGRAMMI

Tutto è basato su un antichissimo (modernissimo? futuribile?) sistema binario che consiste nel considerare yang una linea intera e yin una spezzata, così da generare il c.d. albero binario dei digrammi e dei trigrammi, nel quale le due linee yin e yang originarie producono ognuna una linea yin o yang (nel senso che lo yin può rimanere se stesso o mutarsi nel suo opposto, e così lo yang), e infine ogni digramma così ottenuto produce a sua volta una linea yin o yang, ottenendosi gli otto trigrammi: qui ci si ferma, senza andare a cercare una quarta linea, perchè tre linee descrivono già il tutto secondo la concezione: massimo yang, massimo yin, interazione dinamica tra le prime due, come avviene ad esempio nell’universo, in cui abbiamo massimo yang (stato energetico puro), massimo yin (stato materico puro) e interazione reciproca (forze trasformative dell’una nell’altra, segnale informativo dinamizzante, etc). Questa chiave di lettura propone un sistema di tipo informativo, universale, che imprime, senza forma nè tempo, yang, aprioristico, del Cielo Anteriore, bipolare (yin/yang), simmetrico, assiale, immobile, vuoto, originario, comprensibile (logicamente), astratto, e chi più ne ha più ne metta. Vedremo in seguito che il Cielo Posteriore è invece realizzativo, relativo, che esprime, inserito nel continuum spazio-temporale, yin, empirico, ciclico, asimmetrico, circolare, mobile, pieno, secondario-evolutivo, incomprensibile (logicamente), concreto.

Nel Cielo Posteriore, invece, troviamo variazioni cicliche in funzione del tempo, in quanto il Cielo Posteriore è espressione delle mutazioni calate nella sfera dell’esistente (il Cielo Anteriore esprime invece la sfera dell’essenza, non dell’esistenza): si dice infatti che il Cielo Anteriore è l’essenza delle mutazioni, il Posteriore l’effetto delle stesse; o ancora: l’Anteriore imprime; il Posteriore esprime. Nel Cielo Posteriore, pertanto, come vedremo più oltre, la disposizione dei trigrammi sarà diversa, secondo un ciclo di trasformazione generativa ciclica, non più secondo un’opposizione di principi bipolari antipodici.

SINCRONICITA’

I KING sono un codice di interpretazione dell’universo spazio-temporale. Non hanno elementi di attualità, in quanto trascendono il tempo. Si legano ad un codice di struttura e funzionamento perenne. Sono un codice di lettura originario, che vale per ogni cosa che si trasforma. (quindi per tutto l’universo!) Si basano su 64 metodi di codice, gli esagrammi, che rappresentano 64 tipi di trasformazione di un evento. Ogni linea dell’esagramma può cambiare, e ciò crea un’altissima combinazione di eventi possibili ! Il Codice a base binaria yang e yin ( ________ e ____ ____ ) può quindi descrivere qualsiasi situazione.

L’interpretazione dei King non è razionale. Necessario essere semplici, vuoti à accogliere l’immagine, afferrare il concetto (non le parole) ANALOGICO - INTUITIVO. Secondo Jung, I King è un libro vivente, che dà sempre risposte coerenti alla domanda fatta. Secondo il principio di sincronicità non esiste il caso e non esiste nessuna relazione di temporalità tra gli eventi. Io domando al vuoto interiore e l’universo risponde.

Nel 1952 Jung ha pubblicato un articolo dal titolo “Synchronizität als Prinzip akausaler Zusammenhänge” (la sincronicità come principio di una connessione causale). Il concetto di sincronicità va oltre la pura e semplice spiegazione causale del mondo - che è ancora dominio delle nostre scienze naturali. Jung sostiene che gli incidenti che accadono in sincronicità (nello stesso momento) non sono necessariamente connessi dal punto di vista causale. Tuttavia, ci potrebbe essere una connessione significativa tra loro.

Anthony Stevens descrive un’esperienza fatta da Jung. Questi, in sogno, si è imbattuto nella figura alata di un martin pescatore. Per ricordarsi meglio il sogno ha voluto disegnare la figura e mentre disegnava, ha trovato nel suo giardino il cadavere di un martin pescatore. Il fatto è che questi uccelli sono molto rari nella zona di Zurigo. Questo evento straordinario coincideva tra l’altro con forti emozioni interne.

Un altro celebre esempio chiarificatore possiamo trarlo dalla stessa opera che nel ’52 lo studioso dedicò all’argomento. Racconta Jung che, mentre una sua paziente gli stava narrando d’aver sognato uno scarabeo d’oro, dalla finestra cercò di entrare nello studio un insetto scarabeide: una circostanza che sembrava rimarcare l’evento interno di cui stava parlando (il sogno), rafforzandone il significato.

Una paziente faceva sogni di natura sessuale, a cui voleva dare una interpretazione simbolica, mentre Jung non vi vedeva che desiderio di accoppiamento. Mentre lei insisteva, due passeri si posarono ai piedi della donna e si accoppiarono”.

Vi succederà spesso di trovarvi in situazioni che vi portano a pensare: “Non può essere una coincidenza!” Forse avete finito di leggere un libro che vi comunica idee inusuali. Improvvisamente la gente che vi sta attorno vi parla degli stessi argomenti, ci sono servizi in TV, articoli su Internet, vi imbattete di continuo in concetti simili. Questi incidenti avvengono simultaneamente, ma di certo non sono uno la causa dell’altro. Potrebbero avere connessionni, ma di altro genere.

Brigitte Hamann, astrologa tedesca, sintetizza questo fenomeno nell’articolo “Gedanken über Astrologie, Synchronizität und Prognose” (riflessioni su astrologia, sincronicità e predizione):

Un certo incidente accade ad una certa persona in un certo momento in una maniera che assume per lui un significato speciale poiché rivela connessioni importanti molto significative nella vita di questa persona. Qualunque altro osservatore dello stesso avvenimento lo considererebbe un fenomeno casuale senza dargli un significato particolare. Per lui non c’è connessione sincronistica nell’avvenimento, e quindi a lui non dice nulla.

L‘astrologia si basa sul principio di sincronicità. L’”influenza delle stelle” non esiste in senso causale. Non è affatto un’influenza causale. L’astrologia “lavora” - se si può usare questo termine - nella maniera inscritta sulla tabula smaragdina:

Ciò che è in basso è come ciò che è in alto. E ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per perpetuare il miracolo della Cosa Unica.

Dal momento che l’universale si trova riflesso nello specifico, è possibile tirare conclusioni riguardanti eventi terreni a partire dalle costellazioni celesti.

Liz Greene: la posizione dl cielo in un dato momento, riflettendo le qualità di quel momento, riflette anche le qualità di qualunque cosa nata in quel momento. (…) Una non causa l’altra; sono sincroniche e si specchiano l’una con l’altra.

È senza dubbio un concetto esteso di sincronicità, perché non si riferisce semplicemente ad un individuo ed al suo rapporto con l’ambiente che lo circonda più da vicino. Infatti, esso vede ogni cosa nell’universo come correlata in maniera significativa. Questa tendenza ad assumere connessioni significative tra fenomeni che avvengono simultaneamente è comune all’astrologia e alla sincronicità di Jung.

L’evento sincronico non è la coincidenza. Coincidere vuol dire incontrarsi, accadere insieme. In un incidente due macchine si scontrano perché le loro traiettorie si incrociano. Nella coincidenza abbiamo solo un incontro tra due eventi simili per forma, “Due signore vanno a una festa e scoprono di indossare abiti uguali”, questa è una coincidenza. Nella sincronicità invece li eventi non sono simili per forma ma per significato, il significato si manifesta nello stesso tempo (sin cronos= stesso tempo). Parliamo di ‘coincidenza’ quando abbiamo somiglianze sul piano materiale della forma visibile, e parliamo di ‘sincronicità’ quando ci sono analogie sul piano spirituale. Nella coincidenza due cose uguali si incontrano per caso. Nella sincronicità due cose si uniscono per ciò che significano, secondo qualcosa che sembra una intenzione. Esempi di coincidenze:

Lincoln e Kennedy hanno entrambi nomi di 7 lettere, hanno avuto entrambi 4 figli di cui due morti. Uno fu eletto nel 1860, l’altro nel 1960, esattamente a cento anni di distanza. A ognuno successe un presidente di nome Johnson. Anche i loro assassini nacquero a cento anni di distanza: Booth nel 1839, Oswald nel 1939. Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy, il segretario di Kennedy si chiamava Lincoln. Lincoln fu ucciso al teatro Ford, Kennedy fu ucciso su un’auto Ford. Booth uccise Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino, Oswald uccise Kennedy in un magazzino e si rifugiò in un teatro.

Gli eventi sincronici sono invece quelli che si incontrano portando lo stesso senso spirituale, come se fossero animati da un significato sostanziale comune, aspetti di una stessa realtà.

La mente logica conosce attraverso coordinate precise (SPAZIO, TEMPO e CAUSA), ma l’inconscio manifesta la possibilità di un movimento più ampio. La coscienza ordinaria resta appesa a uno dei mondi possibili e vincolata ad una prospettiva limitata, la coscienza straordinaria è la navicella che sfreccia attraverso molti livelli, una serie in infiniti sistemi, ognuno con coordinate proprie, coeso e tangibile. Ogni livello è in sé un assoluto, l’inconscio lo rende relativo, dunque osservabile. Jung dice: “Grazie a un relativizzarsi dello spazio-tempo nell’inconscio, avevo percepito qualcosa che aveva luogo altrove.” E la fisica quantistica sottolinea che un campo quantico è in assoluto totipotente, ossia indifferenziato (“l’Uno” del Taoismo), mentre se viene pensato, osservato o considerato si relativizza in una specifica particella elementare (si dice che la sua funzione d’onda “collassa”, ossia si realizza nelle forme dello spazio e del tempo). Ogni mondo è una geometria spazio-temporale con un senso intrinseco. Cambiando i paradigmi cognitivi (soggettività), cambiano le coordinate (oggettività) e cambia la realtà percepita e si può passare da un mondo all’altro, partecipando dell’essere di ognuno. L’inconscio è una specie di Stargate interdimensionale. Come viaggiatore dell’inconscio, Jung compie un percorso sciamanico, cambiando le frequenze della mente.

L’inconscio sfugge ai paradigmi cognitivi classici, porta a ipotizzare un altro piano cognitivo dove le coordinate della realtà ordinaria si relativizzano o si trasformano. L’inconscio è il buco nero dei viaggi interdimensionali, il tunnel dei viaggiatori dell’anima. Su questa diversa configurazione, il fuori e il dentro (anima e natura) diventano linee prospettiche, non più luoghi distinti ma modi del guardare, ordini possibili di energia che si possono incontrare in base ad altre leggi o ad altri sensi.

L’evento sincronico è il medium o ponte, non collega solo due eventi, ma due possibilità dell’essere, incrocia due linee direzionali in un terzo piano, dove la storia si incontra col mito, l’oggetto col pensiero, e in cui, come in ogni buona storia, si va dove si deve andare. Nella fiaba e nel mito tutto è connesso, nessun elemento è fortuito, c’è solo quello che ci deve essere, in una specie di economia dei fattori in cui tutto è diretto allo scopo, senza ridondanze.

L’evento sincronico sembra essere una interconnessione, un luogo di mezzo, tra due realtà che solitamente percepiamo come separate. I Tibetani direbbero che l’evento sincronico è un bar-do, un ponte. Jung del resto si è sempre occupato dei luoghi di mezzo: il simbolo è un mediatore tra due realtà, Mercurio è un’energia di collegamento tra visibile e invisibile, il sogno è un varco tra un mondo e l’altro, anche l’evento sincronico è un luogo mediatico, che collega due processi e li riporta a unità di senso, l’incontro di due vie apparentemente diverse per un messaggio comune.

Noi viviamo in un tempo direzionato, un tempo lineare; se aboliamo la direzione, resta un non-tempo. Se aboliamo l’occhio che separa le cose, resta l’unità del Tutto. In condizioni di coscienza straordinaria diventa percepibile un continuum spazio-temporale. E l’occhio che separa le cose non rappresenta forse quel “peccato originale”, quel voler dividere (dal greco “dia-bolein”, separare) anziché entrare nel Regno dell’Uno indiviso, anche nei nostri momenti quotidiani (syn-bolein, unire)? La fisica quantistica ci insegna che se vogliamo vedere il salto quantico di un elettrone da un’orbita energetica a un’altra, potremo stare a guardare anche per tutta l’eternità! Quell’elettrone, infatti compirà quel salto solo quando noi distoglieremo gli occhi, proprio come una “caffettiera guardata che non bolle mai”!

Forse esiste un’ultracoscienza per cui non ci sono enti distinti ma riflessi in un occhio d’oro, ’il terzo occhio’ di cui parla la visione indiana che conosce direttamente o per simboli, e questo vedere è l’inconscio.

“Questo mondo empirico è solo apparenza, è connesso con un altro ordine di cose al di sotto o al di là di esso, dove ‘qui’ e ‘là’ non hanno senso, dove lo spazio e il tempo non esistono “Una parte della nostra vita psichica si svolge al di fuori dello spazio e del tempo”.

La sincronicità è la metafora visibile, in cui scompare la separazione tra animato e inanimato, psiche e natura, dentro e fuori ma balena una identità. Le forme sono separate ma il messaggio è identico e sottolinea una forte variazione dell’energia. La sincronicità è molto più che una combinazione, è un modo di essere dell’esistente. Postula un universo in cui non esistono enti separati ma solo una energia dinamica, che si modula nelle apparenti variazioni, una realtà qualitativa. Entrare nel regno dell’Uno è un cambio di livello mentale, una trasformazione sostanziale della mente.

Jung ha una paziente che non si abbandona ai movimenti rigeneratori dell’inconscio e ha difficoltà anche a produrre sogni. Ma improvvisamente accade qualcosa. La paziente sogna uno scarabeo. Lei non lo sa ma lo scarabeo è un antico simbolo di rigenerazione e di resurrezione. Lo scarabeo stercorario mette il seme nel proprio sterco e lo spinge davanti a sé formando una palla; questa palla, nell’immaginario egiziano, rappresentava il sole o uovo del mondo. Dalle scorie, cioè dalle cose morte, emerge lo splendore del sole, cioè la vita. E’ l’archetipo Morte-Resurrezione, per questo lo scarabeo è sacro, perché portatore di un senso grande dell’energia. Sul cuore della mummia del faraone viene posto uno scarabeo di turchese, che evoca la sua rinascita. Nella pittura egizia lo scarabeo porta l’enorme palla del sole fra le zampe. Come il sole viene inghiottito dalla notte e risorge al mattino, così lo scarabeo rinasce dalla propria decomposizione, è Khepri, il Sol Levante, e ‘kheper’ vuol dire ‘venire al mondo’, rinascere. Lo scarabeo di turchese era un amuleto di protezione, perché indicava il principio dell’eterno ritorno, lo troviamo sul sarcofago di Tuthankamen. Nei testi sacri Khepri è invocato come ‘il dio che sta nel mio cuore, il creatore che tiene insieme le mie membra’.

Nel Taoismo, nel “Trattato del Fiore d’Oro”, si legge: “Lo scarabeo arrotola la sua palla, nella palla nasce la vita, frutto del suo sforzo indiviso di concentrazione”. Come dallo sterco che contiene il seme nasce la nuova vita, dalla morta materia che contiene l’anima nasce la vita eterna.

Dunque la paziente ha sognato di ricevere in dono uno scarabeo d’oro, e Jung è felice perché comprende che l’energia che è nel suo cuore si è mossa verso la rinascita. Il sogno indica l’inizio del processo di guarigione e non importa se la sognatrice non lo sa. Ma accade un’altra cosa: mentre la paziente narra il sogno a Jung, una cetonia aurata sbatte ai vetri della finestra per entrare. E’ lo scarabeo nostrano che più somiglia a quello egizio. Questa è sincronicità: la realtà esterna, quella dell’anima e la realtà psichica si incontrano. Lo scarabeo del sogno, quello fuori della finestra e la rinascita di cui essi sono messaggeri vengono ad esistere insieme. La natura con la sua forma più precisa sottolinea l’evento.

Jung dice: “L’irrazionale ricchezza della vita mi ha insegnato a non rifiutare mai niente, anche se urta contro le nostre teorie oppure si rivela per il momento inspiegabile”.

Per il grande fisico David Bohm la realtà è unitaria, e si manifesta come REALTA’ ESPLICATA, o aspetto materiale manifesto, percepibile ai sensi, in cui possiamo parlare di spazio-tempo-causa, e REALTA’ IMPLICATA, come trama intelligente sottostante le cose, dove spazio, tempo e causa non ci sono più. Natura fisica e natura coscienziale. Il fisico occidentale opera nella realtà ‘esplicata’, il mistico o il veggente in quella ‘implicata’. Gli stati di coscienza ordinari aprono alla natura manifesta, e gli stati di coscienza straordinari a quella non manifesta, strumenti distinti vibrano in modo diverso e colgono realtà distinte, ognuno secondo il proprio modo.

In un mondo sincronico: “Un uomo ha una domanda, può darsi che uno sconosciuto che gli viene vicino abbia la risposta.

Quando un gruppo inizia un lavoro d’anima, la sua strada si costella di segni sincronici. Dove uno non arriva, arriva l’altro, come guidato. I tasselli si uniscono a formare un disegno comune. C’è una specie di armonia preordinata. E’ il fine che crea l’ordine, la casualità scompare e subentra una organizzazione intelligente. Difficile chiamare questo ‘un caso’. Sembra che parte di noi si muova a un altro livello dove si formano collaborazioni, si crea un lavoro comune. Una volta rivelato, l’infittirsi dei segni sincronici è affascinante e riempie di stupore. Ci sentiamo come inconsci che su un altro piano ‘sanno’. Apparentemente ignoti gli uni agli altri, partecipiamo di un significato comune, dove siamo collegati, guidati e, infine, liberati.

In poche parole, sincronicità significa che non ci accade quello che meritiamo o che speriamo, ma quello che ci assomiglia e che vibra con noi in quel momento.

Dopo aver scritto la prefazione, Jung chiese all’I King di dare un’opinione sulla sua intenzione di presentarlo al mondo occidentale. Ricevette l’esagramma 50, Ting, IL CROGIUOLO. La quinta linea di questo esagramma dice: “Il crogiuolo ha manici gialli, anelli passatori d’oro. Propizia è perseveranza”. Jung interpretò così la predizione: L’I King sembra aver trovato una nuova comprensione corretta (gialla), cioè un nuovo concetto (in tedesco Begriff, parola relativa a griffen, afferrare), mediante il quale il crogiuolo può esser afferrato. Questo concetto è prezioso (d’oro). Proseguì mostrando che ogni linea dell’esagramma può essere capita chiaramente, una volta che il linguaggio del testo viene interpretato secondo il suo significato simbolico. Chi predice deve anche fare affidamento sulla propria osservazione, comprensione della situazione, esperienza e intuizione. Shao Yung scrisse, nel suo “Trattato sull’osservazione”: “L’abilità del saggio tale da sintetizzare la qualità di tutte le cose, sta nella sua abilità di osservare oggettivamente. Intendo un’osservazione delle cose non fatta secondo il proprio sé, ma l’osservazione delle cose in se stesse.” In altre parole, non sono più io che guardo le cose, ma sono le cose che si raccontano.

I KING E DNA

Senza entrare in dettagli eccessivamente tecnici, anche perchè sarà probabilmente tema di un prossimo articolo, vorrei presentare alcune riflessioni sul rapporto che può esistere tra organizzazione dei trigrammi-esagrammi dell’I-King e il DNA.

Nella catena del DNA sono possibili solo 64 combinazioni (4 basi variamente combinate tra loro, ovvero 4 elevato alla terza potenza, ma ciò nonostante le informazioni possibili sono una quantità enorme: si è calcolato che se le informazioni necessarie per costruire un corpo umano fossero contenute su un supporto fisico, ci vorrebbe un volume grande come il nostro pianeta. INVECE, in soli 46 cromosomi, contenuti nel piccolo nucleo di una cellula, ci sono le informazioni necessarie per costruire un essere umano. Questo è legato al fatto che in un’equazione matematica il potenziale informativo è infinitamente maggiore di quello che si potrebbe pensare: si consideri che una semplice equazione di pochi elementi è già in grado di costruire una foglia di felce! La spiegazione starebbe ancora una volta nella teoria dei frattali, secondo la quale ogni entità è scomponibile in parti che riproducono ciascuna l’intera entità a un livello diverso.

Tutto questo potrebbe spiegare anche perchè solo 8 meridiani curiosi sono in grado di portare un numero enorme di informazioni, tanto da funzionare come “programma”, o “istruzioni per l’uso” per costruire un essere umano. Considerato che gli 8 trigrammi sono la rappresentazione delle 8 possibili mutazioni di un codone (codice di tre lettere-base per codificare un aminoacido) del DNA, e visto che gli 8 meridiani curiosi corrispondono agli 8 trigrammi, ne consegue che i meridiani curiosi rappresentano la base delle mutazioni e delle caratteristiche genetiche.

Può darsi che nel codice del DNA non vi siano solo scritte le caratteristiche psico-fisiche, ma anche la sua collocazione temporale (ricordo del passato, come testimoniato dal”deja vu”; ricordo del futuro, inteso come sviluppo-destino di vita). E può darsi che i parametri di nascita siano tutto l’insieme dei fattori di “imprimatur” (costellazione, clima, altitudine, etc) che sintetizzano quel momento per la sua venuta al mondo, e quindi “costruiscono” o “strutturano” un’entità non solo psico-fisica, ma anche “evolutivo-fatale”, condensando il tutto nella sua energia YUAN (ancestro). QUINDI: i parametri di nascita sarebbero lo “specchio” di quelli del concepimento, creandosi così una coppia opposto-complementare di momenti (concepimento-nascita, ognuno con la sua costellazione-imprimatur) di tipo interagente-dinamico (yin il primo, yang il secondo).

Potrebbe allora sorgere spontanea una domanda, dopo quanto esposto: ma come facevano gli antichi cinesi a conoscere la struttura del DNA senza i mezzi tecnici di oggi?

La risposta forse è ancora più semplice della domanda: loro non avevano probabilmente nemmeno la più lontana idea che potesse esistere il DNA o quant’altro: loro sono stati invece capaci di “leggere” l’andamento delle leggi universali di mutamento, che si ripetono sempre uguali, secondo uno schema ciclico che segue determinate possibilità di sviluppo. Ecco che allora questo schema, queste leggi, non possono che trovare continuamente conferme, qualsiasi cosa si scopra oggi con mezzi tecnici che loro neanche si sognavano (ma ne avevano poi veramente bisogno?).

E, con Montale, non possiamo che osservare che “ogni ala di gabbiano porta scritto: più in là”

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

1. Vinogradoff Michel: Yi Jing. Dervy ed., Paris

2. Da Liu: I-King e la numerologia. Astrolabio ed., Roma

3. Wilhelm Rchard: I King. Astrolaabio ed., Roma

4. Lama Anagarika Govinda: La struttura interna dell’I King. Astrolabio ed., Roma

5. Kespy Jean Marc: L’esoterismo dell’agopuntura. So-Wen ed., Milano

6. Boschi Giulia: Medicina Cinese: La radice e i fiori. Erga ed., Genova

7. Capra Fritzjof: Il tao della fisica. Adelphi ed., Milano

8. Yan Johnson: DNA and the I Ching. North Atlantic Books ed., Berkeley (CA)

9. Menichelli Franco: Agopuntura. Il codice dei punti. C.I.S.U. ed., Roma

10. Mussat Maurice: Eneregetica fisiologica dell’agopuntura. C.I.S.U. ed., Roma

11. Mussat Maurice: Energetica dei sistemi viventi. Marrapese ed., Roma

2 Commenti a “I King e Sincronicità (Alberto Lomuscio)”

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