Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Luigi De Marchi: Un Ricordo Intenso (Massimiliano Colocci)

23 novembre 2010

Nota del Dr. Massimiliano Colocci, Psicologo

Alla fine del mese di luglio del corrente anno, nella capitale, è venuto a mancare il noto Prof. Luigi De Marchi, all’età di 83 anni.

Curatore della prima antologia (“La teoria dell’orgasmo e altri scritti” [1965]), tradotta in italiano, degli scritti di Wilhelm Reich, e autore di 15 volumi (tra i più rilevanti: “Sesso e civiltà” [1960]; “Repressione sessuale e oppressione sociale” [1964]; “Psicopolitica” [1975]; “Wilhelm Reich, biografia di un’idea” [1981]; “AIDS: la grande truffa” [1996]; “Lo shock primario” [2002]) e di svariati articoli e relazioni, presentati in numerosi convegni nazionali e internazionali, De Marchi è stato molto creativo, altrettanto coraggioso e assai spesso “una voce fuori dal coro”, rendendosi protagonista di battaglie epocali per i diritti civili, come la creazione dei primi consultori e delle prime politiche di educazione sessuale in Italia.

Un’impronta significativa, aggiungo, mi è stata lasciata anche dall’appassionante lettura del volume “Il solista” [2003], che è di fatto l’autobiografia del Professore.

Sottolineo volutamente anche il poco conosciuto tentativo di mettere in piedi a Roma, insieme alla Sig.ra Marcella Facchin, negli anni ’70, un asilo chiamato “Toto e Tata”, progetto che ebbe vita breve per tutta una serie di ostacoli da loro incontrati.

Per gli studiosi appassionati di Reich, come il sottoscritto, e per i terapeuti psicocorporei italiani di questa vasta e affascinante area clinica, De Marchi ha avuto senza ombra di dubbio l’enorme merito storico di introdurre in Italia il pensiero articolato, fecondo e innovativo del Dr. Wilhelm Reich, fondando a Roma l’omonimo istituto.

Ha anche contribuito a diffondere il pensiero di Alexander Lowen, ricoprendo per alcuni l’incarico di presidente della Società Italiana di Analisi Bioenergetica (S.I.A.B.) di Roma, nonché ha elaborato in forma compiuta la originale disciplina della psicologia politica, creandone un’apposita Società.

Si è distinto come convinto esponente, nella ultima fase della sua vita, anche del pensiero umanistico-esistenziale, specialmente del Dr. Carl Rogers, ricoprendo il ruolo di Direttore della scuola di psicoterapia “Psicoumanitas”.

Il Prof. De Marchi è stato un alfiere del pensiero liberale, posizione che lo ha sovente posto in aspro contrasto, specialmente nel periodo “caldo” degli anni ’60 e ’70, sia nei confronti del pensiero cattolico tradizionale di stampo sessuofobico sia nei riguardi del pensiero comunista rivoluzionario di rigida ortodossia marxista.

Personalmente ho avuto modo di entrare in contatto con lui, da ascoltatore, per la prima volta attraverso gli interventi molto ricchi di stimoli e di spunti di riflessione, che ha tenuto regolarmente i lunedì mattina su Radio Radicale per alcuni anni.

In seguito, ho continuato ad apprezzare le sue idee nel programma televisivo su Odeon TV condotto dal grande Gianfranco Funari, spazio di cui era diventato ospite fisso.

Ho maturato poi l’intenzione di contattarlo direttamente nella tarda primavera di 3 anni fa, allorché, commentando uno dei suoi coinvolgenti post del suo blog, mi sono presentato, descrivendogli la mia passione per Reich.

L’enorme piacere e l’onore di conoscerlo personalmente si sono finalmente concretizzati in occasione del bel Congresso “L’ombra del potere su Wilhelm Reich”, organizzato all’Università “Bicocca” di Milano dal Prof. Luciano Marchino alla fine del mese di ottobre del 2007 per commemorare il mezzo secolo dalla morte del Dr. Reich e al quale ha partecipato, con una sua relazione, anche il Dr. Roberto Sassone.

In tale occasione Luigi ha accettato calorosamente il dono di una copia della mia tesi di laurea, dedicata alla storia dell’analisi bioenergetica del Dr. Lowen.

A testimonianza ulteriore del suo sempre vivo desiderio di continuare ad apprendere, l’ho visto partecipare con entusiasmo a un convegno a Orvieto all’inizio del 2010 riguardante l’incontro tra l’occidente e le pratiche terapeutiche antiche.

Resterà indelebile nel mio cuore la profonda umanità che egli ha saputo infondere nella pausa-caffè del congresso milanese, trattando me, “ultima ruota del carro” tra i titolatissimi presenti, al suo pari, come fossimo grandi vecchi amici da tanto tempo: mi sono sentito accolto e ascoltato come poche altre volte mi è capitato nella mia giovane vita.

Stavo progettando di incontrarlo lo scorso anno durante una mia visita a Roma, ma la sorte non ha voluto che ciò si potesse concretizzare.

Serberò il ricordo di Luigi con tanto affetto, stima e riconoscenza.

Jesi, 21 Novembre 2010

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