Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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La mia esperienza con le “Meditazioni sul Savitri” (Manohar Fedele)

2 aprile 2012

manohar

Premessa: Questa è la traduzione di un articolo da me scritto per la rivista quadrimestrale “Invocation” in lingua inglese, pubblicata ad Auroville. Alcuni riferimenti che in questo àmbito sono ovvi e comprensibili, probabilmente necessitano una piccola spiegazione per i “profani”.

Il “Savitri” è un poema epico scritto da Sri Aurobindo ispirandosi ad un episodio del Mahabharata, per simboleggiare l’avventura della coscienza umana attraverso la meditazione e l’evoluzione: la bellissima Savitri riesce a salvare e riportare in vita da prematura morte suo marito Satyavan, grazie a un percorso di purificazione e di approfondimento dei valori più profondi nell’umanità e nel cosmo.

Sri Aurobindo è un filosofo indiano della prima metà del secolo scorso, che grazie al suo yoga integrale fornisce una chiave di lettura ed una visione attuativa del percorso evolutivo dell’umanità.

La Madre, come viene familiarmente chiama Mirra Alfassa, fu colei che gli si affiancò nel percorso spirituale, creandogli intorno un Ashram a Pondicherry ed organizzando la vita dei suoi seguaci.

Entrambi posero le basi per la costruzione di Auroville, la città “utopistica” a poca distanza da Pondicherry dove, dal 1968 in poi, si sta dando vita alla costruzione materiale e spirituale della visione prospettata da Sri Aurobindo e dalla stessa Madre: attualmente 2200 persone da 43 Paesi diversi si sono trasferiti qui, cercando di dare vita, in armonia con i villaggi Tamil preesistenti, a questa visione da tutti condivisa.

Ulteriori informazioni a questo punto sono facilmente rintracciabili su internet o sulla abbondante bibliografia in proposito.   La lettura del “Savitri” per quanto può “spaventare” vista la mole del poema, è un’esperienza unica ed altamente gratificante… un mantra dell’esistenza…

“Invocation” è una rivista trimestrale di studi ed approfondimenti sul Savitri, su Sri Aurobindo e sulla Madre, edita ad Auroville dal Savitri Bhavan.  Il suo motto in controcopertina riporta le parole della Madre: “Il Savitri è un mantra per la trasformazione del mondo”.

Manohar è il nome auroviliano di Luigi Fedele, residente ad Auroville dal 2004.

Su richiesta di Huta egli ha creato negli scorsi sei anni la serie di filmati “Meditazioni su Savitri”, che attualmente vengono pubblicati sotto forma di DVD dal  Huta’s Havyavahana Trust.

In una stretta faglia (plot) ha piazzato la sua tenda di vita

Sotto l’ampia vista della Vastità stellata (Savitri p. 166)

Questi versi del Canto 5 del Libro Secondo del Savitri, per una qualche ragione non difficile da scoprire visto che riflettono una certa attitudine della mia vita, esercitarono una particolare attrazione ed ispirazione per me durante una delle mie prime partecipazioni agli incontri domenicali di lettura collettiva del “Savitri” al Savitri Bhavan di Auroville, nella Primavera del 2005: un incontro che avevo scoperto recentemente, all’epoca, e che sarebbe diventato una piacevole abitudine settimanale. Lettura collettiva e commento del Savitri, il mio più immediato punto di contatto con la poesia, la visione e l’ispirazione di Sri Aurobindo.

Nel notare il mio interesse particolare per l’immagine suggerita da questi versi, Shraddhavan, che è la nostra attenta guida in queste esplorazioni domenicali, mi mostrò la riproduzione di un quadro che illustra questo passaggio: anche questo mi colpì per l’immediatezza dell’immagine, che risuonava con le mie stesse sensazioni.

Scoprivo così che, nei primi anni 60, la Madre aveva trovato il tempo di insegnare, ispirare e supervisionare da presso il lavoro artistico di una giovane ashramita, Huta Hindocha, nel dipingere quadri che illustrano brani selezionati del poema epico di Sri Aurobindo, fornendole prima degli schizzi disegnati di sua mano e dettagliate istruzioni, e poi supervisionando regolarmente le sue esecuzioni.

472 quadri vennero creati in questo modo. Più tardi Huta avrebbe registrato la voce di Madre che leggeva I brani stessi, e queste registrazioni sarebbero poi state sovrapposte alle incisioni di musiche d’organo eseguite e composte dalla Madre stessa o dal musicista ashramita Sunil Bhattacharya.

Qualche tempo dopo, Shraddhavan mi suggeriva l’idea di creare una “presentazione power-point” di questi quadri, come ulteriore passo nelle varie opportunità offerte nel Savitri Bhavan per l’approfondimento e la maggiore conoscenza del Savitri.

La mia risposta immediata fu: “Ma con le possibilità offerte dalle moderne tecnologie del computer, si può fare certamente di meglio, persino un filmato che sia una sorta di viaggio attraverso i dipinti, una ri-visitazione visiva degli stessi, guidati dalla voce e dalla musica della Madre.  Se ne può ottenere un vero e proprio film che viaggi all’interno dei quadri stessi.”

Sapevo di avere le capacità tecniche e gli strumenti adatti per mettere in atto queste idée, era chiaro nella mia mente ciò che avrei voluto ottenere, e ne ero abbastanza ispirato da fare almeno un tentativo.

Shraddhavan mi incoraggiò dicendo che questa idea sarebbe piaciuta sicuramente ad Huta, perchè proprio la Madre avrebbe desiderato qualcosa del genere.

Il passo successivo fu di trovare riproduzioni fotografiche dei quadri.  Erano disponibili diversi set di foto, scattate nel passato, alcune di esse addirittura come diapositive e disponibili su CD, ma quando le osservai attentamente notai che differivano sostanzialmente nei colori, e che erano in una definizione non soddisfacente. Se ne dovevano trarre dei film, I quadri sarebbero stati mostrati su grande schermo, rivelando tutta la loro bellezza ma anche eventuali difetti ed incongruenze delle riproduzioni.

Mi venne offerta l’opportunità di esaminare direttamente gli originali che, nuova entusiasmante scoperta per me, erano conservati proprio nell’edificio stesso del Savitri Bhavan, essendo stati offerti da Huta per una futura esposizione al pubblico, in una già progettata ma tuttora costruenda Galleria all’interno del Savitri Bhavan .

Con profonda emozione stringevo ora tra le mani uno di questi quadri, a pochi centimetri dai miei occhi: non ho parole per esprimere la mia emozione nell’essere in contatto diretto con un lavoro così pieno di significati, con una incredibile carica di energia, di ispirazione, di bellezza…

I colori erano molto più brillanti di ogni foto-riproduzione che avessi visto precedentemente, e trasmettevano qualcosa che mi faceva sentire privilegiato per il solo fatto di poterli osservare così da vicino.

No, le foto e diapositive esistenti non avrebbero mai potuto trasmettere l’effetto dei veri dipinti: quelle riproduzioni appartenevano al passato della fotografia, nuovi possibilità sono offerte oggi dalla tecnologia fotografica digitale !

Un mio amico, Giorgio, un “nuovo arrivato” ad Auroville come me, è un fotografo professionista di talento.  Col permesso di Huta gli chiesi di aiutarmi a creare nuove fotografie digitali di tutti I dipinti delle “Meditazioni sul Savitri”. Accettò con entusiasmo…

Ci fu eccezionalmente concesso di creare una specie di “studio fotografico” all’interno della biblioteca del Savitri Bhavan, dove i dipinti venivano conservati, e cominciammo  a registrare foto digitali di  ognuno di essi.

Giorgio con la sua macchina fotografica si situava in cima ad una struttura per fotografare dall’alto i dipinti che io disponevo su un tavolo sottostante in modo che fossero esattamente perpendicolari, in asse e a una distanza ben precisa, con due punti luce piazzati ad un’angolazione  appropriata per valorizzare le luci e persino le pennellate dell’artista.

Fu un’esperienza formidabile che ci tenne impegnati per settimane, una sorgente di continue sorprese per me che venivo scoprendo I dipinti uno per uno tra le mie mani…

Finalmente una raccolta completa di foto digitali ad alta definizione era a mia disposizione, con I colori perfettamente corrispondenti agli originali, pronti per essere usati per il mio “trattamento filmico”, ma anche disponibili per renderne delle stampe d’archivio in grandezza originale, difficilmente distinguibili dai quadri stessi, tanto da farne l’oggetto, come Giorgio ha fatto in seguito, di esposizioni “al posto degli originali” nella galleria espositiva successivamente costruita nel Savitri Bhavan.

Il mio lavoro “filmografico” vero e proprio poteva ora iniziare, ma I problemi e le sfide non erano finiti.

Innanzitutto, le registrazioni della voce di Madre che recita I passaggi del Savitri, che avrebbero costituito la colonna Sonora dei film, erano stati effettuati negli anni sessanta, in condizioni di fortuna e tecnicamente inadeguate.

Mi è stato detto che le registrazioni venivano effettuate da Huta stessa con un registratore portatile come disponibile ai tempi, registrazioni effettuate naturalmente senza alcun tipo di isolamento acustico, visto che si svolgevano nella stanza stessa della Madre.

Insieme alla sua voce, venivano registrati tutti i suoni e i rumori circostanti: i clacson dei taxi, grida e rumori dalla strada esterna, orologi che battevano le ore nella stanza stessa, voci e rumori di lavoro dalle stanze adiacenti, addirittura il suono dei grossi fogli di carta da cui la Madre leggeva I testi, quando scivolavano sul pavimento dopo essere stai usati…

Anche in questo caso, l’attuale tecnologia digitale può venire in soccorso nel cercare di normalizzare, per quanto possibile, questo fastidioso sottofondo: alcuni volontari del Savitri Bhavan si occuparono di questo “restauro acustico”, rendendo sempre più questo mio lavoro un’opera collettiva.

Uno alla volta mi venivano fornite le registrazioni “ripulite”: era il momento per me di cominciare il lavoro di sincronizzazione della lettura e della musica con I dipinti.

Mi ritrovai con un ultimo ma non trascurabile dettaglio da risolvere: ad un ingrandimento del 200/300 % degli originali, come necessario in alcuni casi per far risaltare qualche dettaglio importante, anche le piccole macchie invisibili ad occhio nudo – piccole macchie di umidità dovute all’effetto del tempo e del clima tropicale, piccoli graffi ed altri punti neri dovuti allo sfregamento stesso dei dipinti tutte le volte che vengono estratti e riposti nei loro sottili scaffali individuali – adesso apparivano molto chiaramente, ed avrebbero certamente disturbato la visione su grande schermo cinematografico.

Anche questa volta la tecnologia di programmi digitali come Photoshop è di grande aiuto, così mi sobbarcai ad un lavoro paziente, preciso ed appassionato di “ripulitura” da tutte queste innumerevoli macchioline, con l’ulteriore attenzione a farle sparire senza però interferire con il  dipinto nel suo complesso e senza interferire con l’intento creativo dell’artista. (§)

Dopo questo lungo e paziente lavoro di preparazione, adesso si poteva dire che tutti gli strumenti per il lavoro che mi ero preposto erano a mia disposizione.

Il primo passo è quello di disporre la registrazione della lettura di Madre e della sua musica, alla cui durata dovranno corrispondere I movimenti all’interno di ciascun quadro.

Un effetto speciale nel programma che io uso mi permette di decidere da quale punto e con quale ingrandimento iniziare il movimento all’interno del dipinto, in quale punto e con quale ingrandimento finirlo, e la durata del movimento stesso. Con una serie di movimenti di durata appropriata posso coprire l’intera durata della voce e musica di sottofondo con un percorso visivo attraverso il dipinto. Infine vanno considerate le transizioni tra I vari movimenti all’interno dello stesso quadro, e tra i quadri successivi.

É un lavoro di precisione, ed allo stesso tempo di interpretazione del testo, e di creatività.

Dopo aver attentamente letto ed ascoltato il testo, cerco di capire il significato e la sensazioni dello scrittore, e di applicare ciò alle intenzioni della pittrice. È un lavoro che mi porta intimamente vicino al poema, e contemporaneamente all’interpretazione dell’immagine che la Madre, attraverso Huta, ha voluto trasmettere alle future “Meditazioni sul Savitri”: un sostegno visivo per una migliore e più profonda comprensione del testo scritto. Nell’ascoltare o leggere il testo ed osservare da vicino il relativo dipinto, ciascuno può immergersi in uno stato meditativo e in qualche modo avvicinarsi alla visione suggerita da Sri Aurobindo.

Devo ammettere che io stesso, in diverse occasioni, lavorando a così stretto contatto con questi testi e questi dipinti e voce e musica, mi sono sentito estremamente ispirato, fino a scoprire significati ed immagini profonde, godendo della pienezza di una completa immersione in questa esperienza.

Naturalmente il viaggio che io compio all’interno di ciascun quadro è molto personale, spesso liberamente guidato dalla mia ispirazione del momento.  Alcune volte posso programmare e prevedere chiaramente il percorso da seguire, altre volte mi arriva quasi come un’”ispirazione dall’alto”, e mi sorprende in quanto completamente inaspettato.

Mi è persino capitato di incontrare qualche improvvisa inattesa difficoltà tecnica con il computer: gli “ordini” dati al programma non venivano eseguiti, nonostante I miei sforzi e le mie insistenze: ero costretto a desistere e cercare soluzioni alternative per “aggirare” l’ostacolo… ebbene, sembra che ciò avvenisse “a ragion veduta”,  visto che il risultato risultava migliore di quello inizialmente previsto !

Comunque, per mantenere lo spirito della “Meditazione” individuale, in ciascun DVD, in aggiunta al film stesso da me creato, viene aggiunta una “Galleria” dei dipinti, che ognuno può gestire nella sua interezza in quanto a durata, assaporarne la visione per tutto il tempo desiderato, rileggendo il testo, ascoltando altre musiche, scoprendo ulteriori dettagli eventualmente sfuggiti ad una prima visione “guidata”, creandosi nuove sorgenti di meditazione.

Ogni film contenuto in ciascun DVD ha una durata tra i 40 e i 60 minuti. L’opera totale consiste di 18 DVD, presentati in 3 cofanetti di 6 DVD ciascuno[1].  Le pagine interne dei cofanetti contengono i testi completi dei passaggi letti dalla Madre, come pure tutte le informazioni utili per la miglior comprensione da parte dell’utente.

Tutto il lavoro, in special modo la parte grafica delle copertine e dei libretti nei cofanetti,è stato supervisionato da Huta con la sua particolare cura e precisione.

Nel momento in cui scrivo, sto per presentare, al Savitri Bhavan, la prima visione pubblica del 16mo DVD, che contiene il Libro Dieci del poema, mentre ho già completato la preparazione e masterizzazione del Libro 11, e mi accingo ad affrontare la preparazione dell’ultimo DVD, relativo al Libro 12.

Huta ha seguito il mio lavoro molto da vicino, dopo essere venuta di persona al Savitri Bhavan nel 2005 per una anteprima del mio primo DVD: in quell’occasione grande fu la mia emozione nel sentirle dire che “È esattamente il tipo di lavoro che la madre avrebbe desiderato” !

Durante questi anni di lavoro, ha continuato ad incoraggiarmi con parole, lettere, piccoli regalini spirituali, ma soprattutto con l’ispirazione offertami dai suoi libri autobiografici sui suoi anni vissuti a stretto contatto con Madre, che ha continuato a scrivere e pubblicare.

Non trovo parole per esprimere l’atmosfera nella quale mi sono sentito immerso e la gratitudine per avvicinarmi in maniera così “intima” al capolavoro che è “Savitri”, e a queste opere d’arte che ne sono sate ispirate.

È stata per me una grande soddisfazione e immensa gioia riuscire in qualche modo a “continuare il lavoro” di tali grandi Maestri, allo stesso tempo avvicinandomi a scoprire I grandi significati e i “segreti” ancora celati in questo grande poema.

Personalmente, il momento più intenso della mia settimana rimane la partecipazione alla lettura collettiva di “Savitri” ogni domenica mattina al Savitri Bhavan: lettura, esplorazione, comprensione e commento dei passi affrontati di volta in volta mi offre improvvise aperture di visuale, e intuizioni profonde: talvolta mi sembra che io stesso e il gruppo di cui faccio parte siamo una selezionata “élite” di anime che si raccolgono nei “Campi Elisi”.  In cambio del “lavoro volontario” che entusiasticamente svolgiamo qui, Auroville ci regala lo spazio esterno ed interno più adatto per elevarci, il più in alto possibile, verso la visione dell’universo che Sri Aurobindo ci ha offerto con la sua poesia.

La poesia in sé stessa è per me il mezzo più immediato ed intuitivo per penetrare segreti e visioni altrimenti invisibili, il mezzo più vicino alla mia sensibilità di ogni trattato di filosofia o ispirato discorso.

Sotto questo punto di vista, l’opportunità che mi è stata data nel fare i film delle “Meditations on Savitri” è stata allo stesso tempo uno strumento per una migliore e più completa comprensione e godimento, ed un premio per aver portato a termine, e lo dico in tutta modestia, un piccolo dettaglio dell’enorme lavoro iniziato da Sri Aurobindo, continuato da Madre, da Huta e da tutti coloro che hanno collaborato nel mettere questi mezzi a mia disposizione, infine, al massimo livello qualitativo.

Questa realizzazione multimediale, all’inizio della seconda decade del 21mo secolo, è una nuova opportunità offerta a tutti per aiutarci nell’eterna ascesa dell’umanità verso la conoscenza e l’evoluzione, ed allo stesso tempo un segno dell’attualità e della modernità della visione di Sri Aurobindo e della Madre – la visione che noi cerchiamo di perseguire con le nostre attività in Auroville.

Ed io sono grato per questo .

[1] Il primo cofanetto di 6 DVD, che comprende i cinque Canti del Libro Primo, pubblicato da Havyavahana Trust, è stato pubblicato nel Novembre 2010. I due cofanetti successive seguiranno al più presto.

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Un Commento a “La mia esperienza con le “Meditazioni sul Savitri” (Manohar Fedele)”

  1. piero

    bellissima testimonianza. Comprendo perfettamente quando dici “Alcune volte posso programmare e prevedere chiaramente il percorso da seguire, altre volte mi arriva quasi come un’”ispirazione dall’alto”, e mi sorprende in quanto completamente inaspettato.”
    Anch’io ho provato questa esperienza, anche se per ben più piccole, personali “opere”… buon lavoro Manohar e grazie

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