Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Paura della vita

24 giugno 2009

5 Commenti a “Paura della vita”

  1. Luca

    …parlavi di me ???…
    un abbraccio

  2. Elia Tamburella

    Ciao; si in effetti si prova imbarazzo, direi quasi paura, ci si sente spaesati, spiazzati, nel ritornare a riprendere in mano parti di se stessi; ma quello che io vedo su me stesso, e che ti senti meglio nel corpo, ti senti di più che quasi non ti sembra vero, ma vero invece è, e ne prendi atto poi oggettivamente. E’ meraviglioso rendersi conto che qualcosa si muove; certo bisogna avere grande costanza nella ricerca della impostazione interiore, riconoscere le cose buone che trovi e praticarle; allora non puoi che avere risultati, almeno questa è la mia esperienza. Ciao, e grazie di cuore.

  3. Elia Tamburella

    Volevo aggiungere che quando io ho sentito l’imbarazzo, la paura, ho dovuto fare più volte come un atto di coraggio dentro di me ( la lotta del guerriero ), nel senso che quando ho trovato delle cose a livello spirituale, energetico, di consapevolezza corporea, che andavano bene ( perchè in effetti le riconoscevo come sapori antichi e genuini ), mi sono sforzato dentro di me per contrastare il disagio, il blocco che mi diceva non andare avanti; bisogna fare un atto di volontà, con determinazione e forza; come se salissi un gradino quando sembra che non ce la fai; coraggio come quando provi a portare una bicicletta per la prima volta, ci credi e provi fino a quando non succede; ma succede cosa? fino a quando non trovi una particolare impostazione psicofisica che vedi che è ok; ti senti poi strano ma bisogna avere fiducia perchè senti che è ok; poi succede che prendi confidenza con quello stato e lo solidifichi, tanto che potrei dire che hai veramente recuperato una parte di te. Ci tenevo a dirlo perchè è successo a me nello specifico; io ho fatto anche questo sforzo ben preciso, e non potevo ometterlo nel mio racconto; cosi sono andate le cose. Ciao.

  4. Calliope

    Ed ecco che ritorna il concetto della corazza..eh Roberto? E’ una fase che ho attraversato ma mi è servita per capire che la demolizione di questa corazza non vuol dire rimanere indifesa ma aperta a tutte le esperienze che la vita mi offre (la paragono un pò alla fase del camminare carponi del bambino prima di reggersi in piedi autonomamente). Non ho paura della vita perchè nel bene come nel male l’imprevedibilità è una componente essenziale per ricaricarmi interiormente ed esteriormente di un’energia che mette pace ma anche guerra tra corpo e mente, tra anima e cuore, con o senza dispute che sfociano con armonico equilibrio in essere vivi e pulsanti.
    E’ una fatica ma che soddisfazione.
    Grazie Maestro.

  5. elisabetta

    Caro Roberto, sai toccare argomenti veramente chiave della nostra esistenza… la mia paura nei confronti della vita si presenta sempre sotto forma di contatto con il mio corpo… il volerci stare e saperlo contattare quotidianamente occupa gran parte del mio lavoro. E’ come se mi sentissi sempre sul via, sul percorso iniziale, ripetutamente.. E quando il mio corpo fa fatica a “rispondere” mi avvilisco.. Ma il guerriero che c’è in me, colui che mi hai fatto conoscere, mi riempie di tanto coraggio e arrendendomi, fermandomi, placando le mie ansie e aspettative, arriva la forza… è come se arrivasse la percezione di un risveglio profondo, che ti fa muovere sentendoti parte di te (di quello che c’è di buono e di cattivo) con parte che è fuori di te, a quel punto mi sento di esistere…c’è ancora tanta strada, e ripasserò di nuovo dal via…, ma serena nel farlo… Un abbraccio fortissimo

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