Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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La mia esperienza con la Corenergetica (Patrizia Bignami)

26 maggio 2009

Ciao Roberto,

questa tua proposta è bellissima, ma, per me, estremamente difficoltosa.

Scriverò quello che sento, senza farmi troppe domande, troppe menate mentali, cercando di non giudicarmi e lascio volentieri a te la facoltà di segnalarmi quello che ritieni senza problemi.

Se inizio a farmi prendere dalle paranoie sulla mia inadeguatezza, il mio essere eccessiva, o all’opposto, troppo superficiale finirei per riuscire a scrivere solo “ciao” e sarebbe la mia ennesima fuga.

 

Sono ormai al terzo anno della Core Energetica e, malgrado abbia fatto passi da gigante nella scoperta di me stessa, mi sento agli albori, anzi, ti dirò di più, più vado in profondità, più mi sembra lunga la strada che ho ancora da percorrere.

E sia. Faccio del percorso la mia meta e vivo minuto dopo minuto osservando, sempre con infinito stupore, quello che man mano incontro.

La Core Energetica è la scuola fondata da John Pierrakos, e,come si intuisce dal nome, lavoriamo sul corpo con esercizi estremamente simili alla Bioenergetica (John ha affiancato Lowen nei suoi tentativi di approfondire ed allargare le scoperte di Reich sui blocchi fisici-emozionali ) ma, in aggiunta, cerchiamo di connetterci con il nostro Core, cioè con il nostro centro divino.

Secondo John viviamo la maggior parte delle nostre giornate nella “maschera”, una facciata che ci permette di agire nel mondo mantenendo una certa distanza e una certa formalità; in un certo senso la maschera serve a dare agli altri una immagine di noi stessi civile, adeguata, corretta, opportuna ecc. ed è uno stato in cui si sente poco, in cui siamo lontano dalle emozioni profonde.

Sotto alla “maschera” vive il Sé Inferiore, quella nostra parte che contiene tutte le nostre emozioni negative, la parte che giudica, sentenzia, incolpa l’altro, che mente, ecc., qui si è sì a contatto con le emozioni ma sono quelle modificate dalla rielaborazione creativa che il bambino attua in situazioni di minaccia o pericolo, reali o semplicemente sentite.

Questi due strati ci isolano dal Core o Sé Superiore dove viviamo, anzi, dove “siamo” i nostri sentimenti sani, le nostre emozioni non offuscate da paura, diffidenza o quant’altro.

 

Spesso i miei amici che non fanno questo percorso mi chiedono perché continuo a fare questa scuola se poi sto così male. Come posso spiegare che, per quanto doloroso possa essere rivivere le ferite che hanno formato la mia struttura caratteriale, sarebbe per me molto peggio rimanere nell’incoscienza.

Trovarmi a rispondere sgarbatamente solo perché una persona ha detto o fatto qualcosa che da piccola ho vissuto come rifiuto, manipolare senza rendermene conto solo per convincere me stessa che posso, quando voglio, ottenere amore, diffidare perché in me non c’è fiducia e non perché la persona di cui diffido è veramente infida, aggredire perché inconsciamente mi sento aggredita, giudicare perché inconsciamente mi disprezzo, pretendere amore dagli altri quando io non sono per prima in grado di amarmi…potrei andare avanti all’infinito.

È tutto questo che giustifica la fatica e la paura di rivivere, risentire, passare attraverso quelle ferite per reazione alle quali ho trasformato me stessa in una sconosciuta.

Non vorrei che sembrasse che io mi consideri una merda (non mi veniva un equivalente più civile che rendesse l’idea), io anzi sto imparando ad amarmi veramente, a comprendermi, ad accogliere le mie fragilità e le mie mancanze, cercando di non giudicarmi.

E il bello è che anche gli altri vengono visti con gli occhi amorevoli del cuore; se vedi le tue “brutture” e comprendi che sono solo le difese create con i mezzi a disposizione di una bambina, potrai vedere anche gli altri per chi sono realmente, vedere che spesso loro stessi si stanno solo difendendo da fantasmi e, cercando di stare centrata e in apertura di cuore, potresti riuscire a vedere la verità dietro la facciata, l’anima dietro la difesa…ed è bellissimo perché quando riesco (e purtroppo non è ancora abbastanza spesso) a vedere il Core dell’altro, è assolutamente inevitabile provare amore, ed è uno strano amore che esce apparentemente da te ma in realtà, contemporaneamente, arriva a te.

Non è “se io amo sono amata”, ma è: se io sono nell’amore, io sono amore, ne sono facente parte e non c’è più io/tu, dentro/fuori, per te/per me, non si perde l’identità, credo si perda l’ego, e si è, semplicemente si “è” e, anche se mi vergogno un po’ a dirlo perché temo di non essere creduta o temo che si pensi ad una frase fatta; noi, noi tutti, tutto l’universo è energia amore; vorrei poter trasmettere questa coscienza/conoscenza ma, purtroppo, qui ci sono solo le parole come mezzo di comunicazione e le parole passano per la testa mentre questa coscienza con la testa non centra proprio.

Ma va bene così; per me è importante avere il coraggio di comunicarlo, poi non è compito mio la diffusione, o l’accettazione. Ogni cuore riconosce sempre, anche se solo per un attimo fugace, quello che già sa; solo la paura lo può offuscare.

 

2 Commenti a “La mia esperienza con la Corenergetica (Patrizia Bignami)”

  1. stefania

    “Come posso spiegare che, per quanto doloroso possa essere rivivere le ferite che hanno formato la mia struttura caratteriale, sarebbe per me molto peggio rimanere nell’incoscienza”
    “Ogni cuore riconosce sempre, anche se solo per un attimo fugace, quello che già sa; solo la paura lo può offuscare”
    Grazie per avermi reso partecipe e per aver dato una forma chiara a ciò che(come ho evidenziato tra virgole)penso.
    Stefania

  2. elisabetta

    Mi trasmetti una profondità sana ma irrequeta… rilassati un pochino, credo che ogni anima pura lo meriti… il percorso iniziato non vede fine, ma lungo arricchimento anche quando si incontrano ostacoli dolorosi.. anzi, sono quelli che arrichiscono di più!! mi sento di invitarti ad un battito di ali libere nel vento…e voltandoti ti accorgerai di non essere sola..
    ben trovata cara Patrizia

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