Psicologia Olistica

Dott. Roberto Maria Sassone
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Psicologia transpersonale

26 maggio 2008

tratto da Riflessioni.it

La Psicologia Transpersonale è stata definita la “quarta forza“, (dopo la prima forza: il Comportamentismo, la seconda forza: le “teorie psicanalitiche” classiche, la terza forza: la Psicologia Umanistica) in quanto intende definire quelle potenzialità e capacità dell’essere umano che non sono state considerate dalle scuole che l’hanno preceduta.

Il termine “Psicologia Transpersonale” sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli (il creatore della Psicosintesi), inoltre si richiama a Jung, sottolineando più ancora di lui, se possibile, il nesso con le filosofie orientali. Il Buddhismo, il Sufismo e il Taoismo rappresentano le maggiori spinte in questa direzione. Anche l’Induismo può fornire agli psicologi importanti spunti: in particolare, si dovrà prestare attenzione allo Yoga e al Vedanta. Esiste un’altra logica, che emerge da queste grandi tradizioni religiose. Tuttavia, andrà enfatizzato il loro elemento spirituale, più di quello religioso. Da questo punto di vista, anche il Cristianesimo può guidare l’uomo alla liberazione; ci si riferisce, soprattutto, al Cristianesimo esoterico: gli apocrifi del Nuovo Testamento e alcuni personaggi isolati, come Maestro Eckhart e Georges Gurdjieff, possono fornire preziosi insegnamenti a coloro che non concepiscono il Cristianesimo unicamente nei suoi aspetti istituzionali.

Con queste premesse, si apre alla ricerca un campo totalmente nuovo: esistono particolari esperienze, grazie alle quali l’uomo può raggiungere un altro stato mentale, molto più significativo di quello della veglia. Esse sono state già definite “esperienze picco” (peak experiences) da Abraham Maslow, un importante esponente della psicologia umanistica, e sono in grado di fornire all’essere umano una nuova visione del mondo e della realtà. Per classificare lo stato d’animo che si lega a queste esperienze, le maggiori tradizioni spirituali hanno elaborato i propri termini specifici: nello Zen si parla di satori; nel Taoismo, di hsü (”condizione del vuoto”); nel Sufismo, di fana’ (”estinzione dell’Io”); nel Buddhismo, di nirvana; nel Cristianesimo esoterico, del “regno dei Cieli”, e così via. In fondo, si tratta sempre della condizione del bambino, in quanto con essa ritorniamo, per così dire, alla nostra infanzia, arricchiti nel contempo da esperienze che costituiscono il patrimonio comune dei santi e dei grandi personaggi dell’umanità. In un certo senso, tutti noi diventiamo “i bambini/figli di Dio“.
Alla luce di queste considerazioni la Psicologia Transpersonale sembra connotarsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una sintesi progressiva delle conoscenze nel campo degli Stati di Coscienza ed in particolare degli stati, cosidetti, superiori.

Un Commento a “Psicologia transpersonale”

  1. Azia

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